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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2009

                     26/2/2009 - La Solitudine del socialista

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di Braccioforte

Le ultime elezioni politiche hanno messo fuori dal Parlamento una serie di partiti tra i quali anche il Partito Socialista che non arrivando allo sbarramento imposto tra Forza Italia e dal Partito Democratico si è trovato fuori da quella istituzione che lo aveva visto protagonista per tanti anni. Quest’ultima umiliazione voluta con particolare accanimento dal Partito Democratico (vedi la non possibilità di una lista unitaria tra PD e PS) innesca una riflessione a 360 gradi al socialista che imperterrito fa ancora parte del piccolo gruppo di elettori. “Il nostro eroe” si pone alcune domande senza riuscire a dare alle stesse valide risposte politiche.
Il “nostro” guarda la TV, legge i giornali, e vede, e legge, che un manipolo di ex socialisti attualmente alla corte di Berlusconi con incarichi di governo si dannano l’anima ad ogni momento del giorno per dire peste e corna della sinistra in generale, con una ossessione linguistica che denota una grande debolezza morale; Frasi come: la sinistra in Italia è battuta, la sinistra è un coacervo di comunisti allo sbando, le amministrazioni di sinistra sono di quanto di peggio questo Paese possa avere, che la CGIL è il sindacato del no e anche loro agli ordini dei comunisti, e così via dicendo.
A quel punto il “nostro” rilegge i nomi di queste persone, si aggiusta gli occhiali dopo essersi lavato la faccia ed inizia a ricordare chi erano alcuni anni prima questi “signori”, prima di salire con grandi gesti atletici sul carro del vincitore.
Dei sei attuali ministri provenienti dall’area del vecchio PSI tre erano dirigenti nazionali della CGIL, tutti si collocavano a sinistra all’interno del PSI in contrapposizione netta alla politica del segretario Craxi.
Il “nostro” si pone una domanda? Come può perdere di dignità un uomo pur di mantenere il potere; Parlare con disprezzo della sinistra dove hai militato per tanti anni, dove sei stato un dirigente di primo piano, dove hai fatto comizi in piazza per difendere il lavoro, la costituzione, i valori dell’antifascismo, come è possibile aver militato nel partito che è stato di Turati, Matteotti, di Nenni di Pertini, di Lombardi, avere nel D.n.a. le cellule dell’antifascismo, dell’uguaglianza, del rispetto della laicità dello stato, contro il risorgere impetuoso dell’oscurantismo voluto dalla gerarchia ecclesiastica, di una collocazione europea all’interno del socialismo riformista, e trovarsi a far parte di un governo con all’interno gli eredi del Movimento Sociale, un governo che persegue da tempo l’isolamento del sindacato e in particolare della CGIL per dare un colpo definitivo alle speranze di tanta gente, un Governo incapace di affrontare l’attuale crisi che verrà pagata come sempre dai soliti noti, “i lavoratori italiani”.
A queste domande che non hanno risposte politiche i
signori ministri ex socialisti con l’arroganza prerogativa dei deboli hanno dato una mano sostanziale ad affossare cento anni di storia socialista in Italia, e continuano a richiamarsi al loro maestro Craxi che a parere mio si rivolta nella tomba ad aver lasciato l’eredità del PSI a questo “mosche nocchiere”.
In questi ultimi quindi anni “il nostro” si è domandato spesso che utilità ha, a far parte di un partito ridotto al lumicino nei voti, nelle responsabilità istituzionali, marginale nella vita politica del Paese, se non quella di sventolare una bandiera ormai logora assieme ad un gruppo di reduci.
Il non successo di una cultura riformista in Italia non è certamente colpa nostra che abbiamo avuto i maggiori nemici di questa politica a sinistra.
Il Partito Democratico aveva avuto l’occasione storica per costruire una grande forza riformista in Italia ancorata al socialismo europeo e per difendere con intransigenza la laicità dello stato. Dopo aver scritto quanto sopra “il nostro” eroe scuote la testa e riflettendo sull’attualità politica si convince sempre di più che il gruppo Dirigente del Partito Democratico lavora contro questo progetto sopra citato e che la politica attuale del PD può portare la destra in questo Paese ad essere egemone “da qui all’eternità”. Speriamo di no! Ultimo atto del Partito Democratico è aver esteso lo sbarramento del 4 per cento anche alle prossime elezioni europee, questo mette fuori dal Parlamento europeo una parte consistente della sinistra storica di questo Paese, esiste anche in Europa un problema di governabilità? Che è stato usato dal Partito Democratico nelle passate elezioni, inoltre dopo aver fatto fuori i socialisti, i verdi, i comunisti, sinistra di Mussi, “il nostro” vorrebbe capire dove si colloca il PD in Europa: Non sono socialisti, non sono popolari, non sono nemmeno comunisti, forse nel grande Parlamento Europeo verranno applicati degli strapuntini appositi per accogliere gli eletti del PD in Italia, una specie di grande limbo dantesco in attesa che si accenda una grande luce per accedere all’altissimo inpersonificato dal sig. Berlusconi. Braccioforte