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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2009

                     27/2/2009 - OBAMA

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OBAMA: “OGGI LA SPERANZA HA IL TUO VOLTO”
Gabriele Parenti

Non è solo una nuova edizione del sogno americano. Questa volta è tutto il mondo che guarda alla Casa Bianca nella speranza che una nuova epoca si sia aperta.
L’America, in un momento molto difficile, sa rialzare la testa e progettare il futuro.
Quarant’anni fa Kennedy inviò le truppe federali in Mississippi per far entrare uno studente di colore (John Meredith) all’Università. Nel 1968 Luther King fu assassinato, in Alabama per aver “osato” sognare la parità fra bianchi e neri. Oggi un Presidente nero guida l’America che ha dimostrato di sapersi scrollare dalle spalle le incrostazioni del passato.
Un fattore, dunque di alto valore simbolico. Ma l’importanza dell’elezione di Obama è ancora maggiore perché è stato scelto un Presidente giovane che è in politica da pochi anni; un Presidente determinato, con un programma fortemente innovativo per il rilancio dell’economia, per la giustizia sociale, per una pace fondata sul reciproco rispetto.
Obama è chiamato a rialzare il prestigio americano, compromesso dalla guerra in Iraq e non dubito che ci riuscirà. Nelle prime 24 ore si governo ha adottato già due provvedimenti importanti: ha chiuso la prigione di Guantanamo ed ha congelato gli stipendi dei dipendenti della Casa Bianca che percepiscono più di 100.000 dollari l’anno. osservando che poiché "le famiglie americane devono stringere la cinghia lo stesso deve fare Washington".
Una bella lezione a quanti da anni ci promettono di abbassare i costi della politica e poi si scopre... che questi costi sono lievitati.
Obama non ha promesso miracoli ma ha fatto appello alla responsabilità e al dovere: due parole che nel mondo di oggi sembrano remote, arcaiche. Perché sono altre le parole di moda: furbizia, arroganza, ( ovvero come fare i propri interesse e magari a fregare gli altri così c’è più gusto).
Responsabilità e dovere questa è la chiave di lettura di un discorso che è stato definito ''franco'', segnato da una ''forza tranquilla'': fondato sulla necessità di mettere in primo piano il lavoro e l'onestà, il coraggio e l'equità, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo.
Da noi, restano, invece, i sedimenti di un periodo lontano, di una cultura sessantottesca che allora aveva un senso perché reagiva al conformismo del anni ’50 e ’60 ma oggi è divenuta deleteria.
Pensiamo al lassismo che sta minando le basi stesse della convivenza civile. Le intenzioni iniziali erano condivisibili: reagire al carattere inquisitorio dei processi, alla facilità con cui si ricorreva alla carcerazione preventiva. Siamo finiti con condanne che non vengono eseguite a causa di una legislazione assurdamente indulgente, con persone condannate per reati contro l’Amministrazione pubblica che continuano a percepire lo stipendio, con assassini in libertà dopo un periodo di tempo irrisorio, in omaggio ad una lettura distorta della funzione rieducativa della pena, perché il lassismo, percepito come debolezza, finisce per avere una funzione diseducativa.
A demolire il senso dello stato contribuisce anche la deriva verso una “democrazia rivendicativa” nella quale non sono né gli elettori, né le assemblee elettive a determinare le scelte che contano, ma è il braccio di ferro fra Esecutivo (nazionale o locale) e le reazioni di alcune categorie particolarmente coese.
Ciò induce altre categorie a coalizzarsi e ad irrigidirsi nella protesta, sapendo che il vero terreno dello scontro è quello mediatico perché si sa che uno sciopero ha un valore assai minore di un blocco stradale Da qui un’escalation, un processo inflativo delle rivendicazioni, con la consapevolezza che quando si giunge alla ribalta ovvero nei titoli di testa dei Tg è facile prevedere un “ripensamento” o una mediazione.
Di fronte a queste tristezze, ecco allora, la grande attesa per chi parla un linguaggi diverso, riscopre parole “antiche” con un significato nuovo
Sul web, i blog sono stati inondati da migliaia di messaggi, sopratutto di giovani, che fanno gli auguri al neo-Presidente. Alcuni di loro dichiarano, “è la prima volta ch ammiro ’America, che vorrei essere americano” e c’è perfino chi proclama Obama leader del mondo e altri ancora rivelano la loro commozione... centinaia di pagine di saluti cordiali, affettuosi. Alcuni i giovani scrivono semplicemente “auguri Sig. Presidente, altri “Tutto il meglio a te, caro Barack “ oppure “sei la nostra speranza” e altri ancora: “Vai Presidente Obama un grande discorso per un futuro nuovo” e ... “oggi la speranza ha il tuo volto”, “che Dio ti accompagni sempre e che sia con te ogni giorno”.
Nessun politico italiano né europeo ha mai sollevato una simile ondata di entusiasmo. L’opinione pubblica è emotiva ma spesso vede giusto. Evidentemente c’è una leadership che si rivela in modo immediato, come un a scossa elettrica. E non riguarda solo uno stile, un atteggiamento, che pure sono importanti ma, nel pragmatismo americano, si traduce sempre nei fatti. Nel 1929 Roosvelt risolse la grande crisi del 1929 e nel 1941 determinò la sconfitta del nazismo. Nel 1960, in piena guerra fredda, Kennedy lanciò la politica della distensione: affermò che l’America non voleva un mondo a sua immagine ma difendeva il pluralismo dei sistemi politici. Nel 1992 Clinton ha fatto compiere al mondo un deciso balzo in avanti. L’America ha saputo trovare risorse adeguate nei momenti difficili e l’attuale è uno snodo cruciale che non si può gestire con i metodi tradizionali. Credo che Obama sia l’uomo giusto perché ha la necessaria determinazione e una forte leadership.
E’ chiamato a gestire problemi che non riguardano solo l’America ma tutti noi. La pace è un bene comune che richiede uno sforzo convergente. Sul piano economico, la globalizzazione fa sì che tutto quanto avviene a Wall Street abbia ripercussioni in ogni angolo del mondo ma Wall Street, a sua volta, deve fare i conti con le risorse energetiche, con le materie prime, con il costo del lavoro. Per questo l’augurio è che si apra l’era della solidarietà e della responsabilità. Ancora una volta una Nuova Frontiera, ancora una volta una grande sfida e la sensazione che tutti insieme ce la faremo. Buon lavoro Presidente Obama ! Ha ragione il giovane che ha scritto sul blog “oggi la speranza ha il tuo volto”
Gabriele Parenti