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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2009

                     1/5/2009 - PATTI LATERANENSI

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Quest’anno ricorre l’80° anniversario dei Patti Lateranensi firmati l’11 febbraio 1929, dal Cardinal Gasparri per il Vaticano, e Benito Mussolini.
L’anticlericale Duce del fascismo intese con questo, sanare il conflitto tra la chiesa e lo Stato italiano culminato con la presa di Roma nel 1870 da parte dei soldati italiani. La città eterna diventava finalmente Capitale del regno d’Italia. Soprattutto segnò la fine del potere temporale dei Papi. Indubbiamente Mussolini, che aveva un passato di marxista rivoluzionario convinto nemico della Chiesa, con i Patti Lateranensi intese rafforzare ancora di più il suo potere.
Qualche storico ci ricorda che la preparazione del concordato fu laboriosa e non priva di minacciose allusioni e aspre contese. Ma sia i fascisti che per il Vaticano, in cui regnava Pio XI ovvero Papa Ratti, la posta in gioco era troppo alta per farla sfuggire.
Nell’euforia della firma dei Patti, pochi ricordano che Mussolini a suo tempo fu scomunicato dal Vescovo di Forlì Mons. Jaffei, per aver demolito insieme ad altri rivoluzionari rossi, la colonna votiva eretta a Forlì nel 1909 in onore della Madonna del Fuoco, molto venerata in Romagna.
Tuttavia in base ai nuovi accordi, il Papa riconosceva Roma quale Capitale dello Stato Italiano, e codificò la posizione del Vaticano quale stato indipendente, neutrale e con propria organizzazione e relative leggi. Soprattutto ciò che impressionò favorevolmente dalla Santa Sede, furono gli accordi sulla convenzione finanziaria la quale accordò alla Chiesa circa due miliardi di lire di (quel tempo) quale rimborso per danni subiti nel 1870 con la mitica breccia di Porta Pia. Infine tra le altre cose fu riconosciuta la validità civile al matrimonio celebrato in Chiesa.
Con questi accordi fu messa fine alla “questione romana”, con più frequenza però si verificarono assalti squadristi contro le Sedi e gli aderenti alle associazioni cattoliche, prime fra tutte gli Scout e l’Azione Cattolica. C’era la sensazione di un disinteresse delle gerarchie vaticane verso questi fatti. Poco importa poi che un prete, Don Giovanni Minzoni, pagasse con la vita la propria ferma opposizione alla tracotante dittatura fascista.
Nel Febbraio 1984, Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio, si incontrò con il Cardinale Segretario di Stato Casaroli, per una revisione Concordato. Sicuramente l’evolversi della questione subì dei rallentamenti a causa del Divorzio e della legge sull’aborto, ma non c’è dubbio che la volontà di un dialogo, serio e costruttivo era presente negli incontri. Non si percepiva più la velenosa contrapposizione ottocentesca tra Stato e Chiesa.
In questo contesto va dato correttamente atto a Bettino Craxi, uomo tenace e determinato, di avere imposto negli accordi principi di laicità che parevano vacillare. E’ stato abile nel chiudere vecchie questioni, lasciando da parte quelle nuove che stavano avanzando tumultuosamente nel Paese. Da ricordare che nel 1989 la Corte Costituzionale si pronunciò sull’accordo elevando la laicità “a, principio supremo della Costituzione”. Il 1984 si concluse con la consueta guerra a sinistra. I caratteri di Craxi e Berlinguer erano radicalmente diversi. Il leader socialista era un egocentrico decisionista, definito dai comunisti “social fascista”;affermava che il PC non sarebbe mai andato al Governo finché fosse stato troppo grande. Il vertice e la base comunista avevano parole sprezzanti per la “banda socialista” e il suo capo.
Questa volta per la vicenda concordataria Craxi ha tirato fuori le sue prerogative di uomo di stato, assicurando per gli anni successivi una discreta pace religiosa.
Il segretario del PSI sarà poi travolto insieme ad altri politici di quasi tutti i partiti, dalle vicende di tangentopoli che segnarono la fine politica e umana di Bettino Craxi.
Rimane il fatto che la strada che lui iniziò a percorrere è lastricata di ulteriori problemi. Confidiamo che l’Italia sia laica che cattolica, cerchi soluzioni senza imporre o subire sudditanze. Da oltre Tevere però deve corrispondere analoga volontà per qualche apertura, tutto questo per evitare il rischio di una ripresa anche se civile dell’antico dissidio tra Stato e Chiesa. - Mauro Messeri