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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2009

                     30/4/2009 - La lista si allunga

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Di Eriprando Cipriani

Non essendo dato sapere quando l’Italia avrà in sorte un’inversione di tendenza, ci troviamo a constatare che si è allungata la lista degli attentati allo spirito democratico nel nostro paese. E allora, via con l’elenco.
In occasione del comizio conclusivo della campagna elettorale per le elezioni in Sardegna, il nostro Presidente del Consiglio se ne è uscito con un’esilarante battuta sui desaparecidos argentini, vittime del regime di Jorge Rafael Videla: «Quel dittatore li accompagnava in aereo con un pallone, e se c’era bel tempo li mandava fuori a giocare...». Come era ovvio che accadesse, il ministero degli Esteri argentino ha convocato l’ambasciatore italiano, Stefano Ronca,
per esprimere «la profonda preoccupazione» per le frasi del premier Silvio Berlusconi sui voli della morte, in occasione dei quali i militari gettavano nelle acque del Rio de la Plata gli oppositori alla dittatura, ancora vivi e addormentati. Niente male, per chi ama la democrazia, vedere il proprio paese governato da un individuo che prende così sul serio la condanna delle dittature.
Se il massimo rappresentante di una forza politica mostra cotanta sensibilità ai valori democratici, non c’è da stupirsi che il suo ministro della Giustizia presenti un disegno di legge mirato a: limitare l’utilizzo delle intercettazioni, rendendole possibili solo per sessanta giorni e solo di fronte a gravi indizi di colpevolezza (anziché di reato); proibire ai Pubblici Ministeri di parlare con la stampa; stabilire una pena da uno a tre anni di reclusione per i cronisti che pubblichino intercettazioni “destinate al macero»; vietare per gli stessi cronisti di pubblicare gli atti e addirittura il riassunto di un’inchiesta fino alla fine delle indagini preliminari. In una parola: censura. Censura e democrazia: sinonimi, no?
Ma veniamo al decreto legge approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri il 20 febbraio. Si tratta del cosìddetto “pacchetto anti-stupri”. In mezzo a provvedimenti di buon senso, tra i quali va ricordata l’introduzione del gratuito patrocinio per le vittime di reati sessuali, sono state rese legali le ronde di privati cittadini a zonzo per le città. Siamo di fronte all’atto ufficiale per cui in Italia cambia sostanzialmente il concetto stesso di sicurezza. Mai prima d’ora infatti lo Stato aveva delegato per legge ai privati una funzione delicata come quella della sicurezza. Unica consolazione, la netta presa di distanza del Presidente della Repubblica: «Sulle scelte di indirizzo e di contenuto del provvedimento d’urgenza resta l’autonoma ed esclusiva responsabilità del governo». Basterà la sensibilità del Presidente a farci restare nei binari della democrazia?
Non c’è da essere troppo ottimisti, visto che il popolo italiano ha voluto darsi un capo del governo capace di uscirsene di fronte ai suoi parlamentari adoranti – è successo davvero, il 10 marzo, all'assemblea nazionale del Pdl – con una considerazione sconcertante. Il ragionamento non fa una grinza: visto che i regolamenti parlamentari sono solo delle seccature, «si riconosca il voto di un partito in quello del suo capogruppo. Poi chi non è d’accordo può sempre votare contro o astenersi». Certo, chi voterebbe contro o si asterrebbe sarebbe facilmente individuabile. E licenziabile, ops, non ricandidabile. Ovvio che poi i berluscones si affrettino a precisare che si trattava di una provocazione etc. etc. etc. Possiamo stare tranquilli.
Eriprando Cipriani