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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2009

                     13/7/2009 - Il lavoro vero sta scomparendo

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di Rino Capezzuoli
Apparentemente le nostre zone sembrano reggere meglio di altri territori alla crisi che investe l’economia mondiale. Questo è almeno il pensiero corrente quello che dicono le banche le istituzioni le associazioni di categoria ecc. “NON DOBBIAMO ESSERE PESSIMISTI”. E’ la parola d’ordine generale, dobbiamo far finta di nulla anzi diciamo pure che ci sono segnali di ripresa…Intanto però interi settori sono in crisi profonda, con centinaia di operai in cassa integrazione ed a rischio licenziamento.
Di alcuni settori non si parla più neppure ..eppure erano dei fiori al’occhiello dei nostri territori.
Le piccole e piccolissime imprese artigiane e non, si stanno squagliando come neve al sole… e sono altri centinaia di posti di lavoro che scompaiono. Eppure non si può dire che c’è la crisi. I commercianti si lamentano sempre e qualche turista arriva nonostante la crisi anche se si ferma un minuto anziché una settimana
Nessuno si preoccupa del lavoro vero e di chi lavora.
Nessuno si preoccupa di snellire di favorire di aiutare chi veramente lavora.
Questa è la verità al di là delle chiacchiere e delle bugie dei mass media in generale ed anche di quelli del nostro territorio, che parlano di aiuti che comunque giungerebbero in ritardo ma che poi in pratica non esistono.
Siamo in campagna elettorale e neppure da noi il lavoro è al centro dei programmi delle varie formazioni politiche. Nessuno va oltre il solito generico bla bla.
Quali settori su cui investire per il futuro e con quali mezzi per creare nuovi posti di lavoro e salvare quelli esistenti? Quale sviluppo per il nostro territorio? Quali potrebbero essere i settori di nicchia su cui puntare? Quali energie mettere in campo.
Nessun prospetta cose concrete realizzabili subito, quando va bene si discute sulle analisi, non sulle prospettive ne tanto meno sulle necessità immediate reali. Ogni piccolo imprenditore, artigiano, commerciante, agricoltore come sempre ora più di prima nei momenti difficili sa che è solo che non potrà contare che su se stesso.
Eppure di cose ovvie da fare ce ne sarebbero a cominciare dalla manutenzione dei nostri territori lasciati in parte ad un degrado strisciante, od all’utilizzo delle materie prime seconde, dello smaltimento dei rifiuti con la raccolta differenziata, alla tanto conclamata ma solo a parole utilizzazione delle energie rinnovabili che potrebbero davvero divenire un volano per l’economia ed un valore aggiunto necessario per contrastare la concorrenza turistica di altre aree territoriali italiane ed estere.
Inutile parlare delle capacità pratiche dei nostri operai o del sudore dei nostri agricoltori, non interessa a nessuno, in un paese che ha fatto delle chiacchiere e della burocrazia parassitaria ed assistita i suoi assi portanti.
Del lavoro vero, del “saper fare“, fare di tramandare vecchi mestieri e di trovarne di nuovi che creino economia e risorse non interessa.
Mi domando quale volano potrebbero essere il recupero ed il restauro, la valorizzazione dei nostri beni architettonici in un territorio come la Toscana in genere. Potremmo continuare, altri lo faranno sicuramente meglio di noi.
Ci sono stuoli di economisti, di dirigenti, di politici che mentre il lavoro vero e la Sua etica stanno scomparendo, continuano a parlare ed a muovere carta sempre più inutile e straccia.
Rino Capezzuoli