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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2009

                     13/7/2009 - SINISTRA

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CENTRO SINISTRA E LA SINISTRA:
….CAMBIARE REGISTRO
Marino Bianco

Possiamo anche arrampicarci sugli specchi, ma un dato è certo: dalle politiche del 2008 il centrosinistra e la sinistra, nelle ultime consultazioni elettorali, complessivamente hanno subito un ulteriore notevole arretramento.
La sconfitta è ancora più clamorosa e dolorosa, se dal risultato delle europee si passa a quello delle amministrative, per le quali oltretutto maggiore è stata la partecipazione al voto; e se si considera che le maggiori perdite si sono registrate nelle regioni c.d. “rosse”.
Mentre si scrive è da temere che non sia nemmeno finita: c’è da attendere gli esiti dei ballottaggi, sperando che la perdita di Comuni e di Provincie non si faccia ancora più pesante.
Insomma, il centro-destra, che governa il Paese in una congiuntura piuttosto difficile e in una tormenta economico-finanziaria, non subisce contraccolpi e anzi guadagna a livelli degli Enti locali; il centro-sinistra e la sinistra ci rimettono – e non poco – nonostante il preteso “buon governo” nelle istituzioni (a Sesto Fiorentino, il PD ha perso circa il 20% dei consensi e non è più maggioranza da solo in Consiglio Comunale).
A Firenze, per le comunali hanno votato addirittura in meno che per le europee (!), segno di scarsa credibilità da parte dell’elettorato: e ciò deve essere ritenuta la causa principale del necessario ballottaggio. Il Sindaco uscente, candidato all’europee, nonostante le tre preferenze consentite per quelle elezioni, ha riportato nella sua città meno della metà dei voti del capolista: si tratta, fuor di dubbio, di un giudizio negativo.
Insomma: è ben difficile contestare questa spietata analisi: bisogna guardarsi da ogni medico pietoso che – come si sa – rischia di far peggiorare il paziente.
Se così stanno le cose – e così stanno – la conclusione è che il centro-sinistra e la sinistra non sono stati capaci di interpretare i bisogni e le volontà dei cittadini, non hanno formulato proposte convincenti, non hanno dato segnali di effettivo cambiamento.
Gli errori commessi sono gravi, e occorre …cambiare registro.
Alimentarsi con le polemiche, ancorché giuste che siano, nei confronti del Presidente del Consiglio o del berlusconismo rischia soltanto di farci ingoiare polpette avvelenate (come l’esito di queste elezioni). E, ora, non paiono affatto argomenti congrui alla ripresa cullarsi sul cosiddetto “berlusconismo calante” o sulle “scosse”, oltretutto improbabili l’uno e le altre: il confronto è col centro-destra, che tiene con il PDL e che si rafforza con la Lega, senza contare le posizioni centriste e moderate dell’UDC.
Non mette nemmeno conto soffermarsi sul massimalismo inconcludente del dipietrismo o sul qualunquismo grillista.
Sono le forze riformiste in senso progressista che devono essere in grado di elaborare proposte alternative per il miglioramento delle condizioni economiche della gente e per il rafforzamento dei diritti civili e della democrazia: l’alternanza è difficile costruirla soltanto con la denuncia di pretesi scandali o addirittura su questioni che talora vengono percepite dalla opinione pubblica come mero pettegolezzo.
Ciò che è mancato e manca alla sinistra nel complesso, e in particolare ai riformisti di ispirazione socialista, è la definizione di una propria identità attraverso un progetto organico per la società d’oggi e per quella a venire. E, comunque, tale identità e tale proposta politico-ideale la stragrande maggioranza della società civile non l’ha percepita e non la percepisce.
In sostanza: d’accordo contro Berlusconi; ma che cosa fare di più e di meglio per quella parte del Paese che ci interessa, e quale diversa società vogliamo?
A queste domande occorre che sia data risposta.
Ed a queste domande dovrebbe essere data risposta soprattutto da una formazione politica nuova, per i contenuti e anche negli uomini, che si richiami ai valori del socialismo riformista, anche senza manichee distinzioni tra “destra” e “sinistra” (la Lega, che raccoglie tanti consensi popolari, docet!), che si caratterizzi appunto per sincera e praticata laicità, per effettiva e vigile vocazione democratica (non c’è socialismo senza libertà e non c’è liberta senza socialismo!), per un’azione politica idonea a realizzare appieno il principio di eguaglianza sostanziale oltre che formale dettato dai nostri Padri costituenti, per rendere la nostra Repubblica, a cominciare dalle più alte istituzioni, un sistema di efficienti servizi pubblici per il popolo sovrano.
Si dirà: ma i movimenti socialisti hanno perso quasi dappertutto. C’è una differenza: quelle sconfitte di oggi sono sicuramente politiche e non escludono la rivincita di domani (come tante volte è avvenuto); da noi il rischio è quello di una sconfitta strategica.
I tempi incalzano: tra meno di un anno le elezioni regionali. E a quel tempo non vorremmo ancora sorprenderci in ulteriori e inutili ….geremiadi.
Marino BIANCO