adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2009

                     11/9/2009 - SANDRO PERTINI

<<<

Sandro Pertini antifascista
di Bruno Becchi

Nel ricostruire gli aspetti di una personalità dotata di originalità, istintività e grande fascino politico ed umano, come Sandro Pertini davvero incombente è ancor oggi, a quasi un ventennio dalla morte, il rischio di scivolare nel retorico e nell'agiografico. Una simile non augurabile prospettiva rappresenterebbe una palese stonatura nei confronti del modo in cui lo stesso Pertini ha condotto e concluso la sua vita. Basti pensare a come se ne è andato, quasi in punta di piedi, dando precise disposizioni affinché gli fossero risparmiati gli sfarzosi cerimoniali e le pompe dell'ufficialità, così estranee alla sua natura. Ha voluto essere accompagnato, in un'urna avvolta nella bandiera del Partito socialista del 1945, nel piccolo cimitero di Stella, il paesino del Savonese in cui era nato 94 anni prima. Proprio quella bandiera che, dopo un ventennio di clandestinità, era potuta tornare a sventolare alla luce del sole in tutto il paese col significato di un heri dicebamus. La volontà che le sue ceneri fossero avvolte nel drappo del socialismo mi pare possa essere interpretata come il desiderio di ritornare nel suo paese natale da socialista, piuttosto che da statista, perché proprio da socialista da lì era partito poco più che ventenne, per iniziare la sua battaglia per la libertà e per un'Italia migliore. E' anche questo un modo simbolico di sottolineare l’assoluta fedeltà ad un ideale, divenuto a tal punto parte integrante della sua vita e della sua persona da indurlo ad affermare che non avrebbe potuto mai tradire il socialismo senza rinnegare se stesso .
Non si può pretendere di capire la complessità di una figura come quella di Sandro Pertini, se non facciamo riferimento ai suoi esordi politici. Proveniente da una famiglia di piccoli proprietari terrieri del Savonese, fece i suoi primi studi, fino al ginnasio, presso il collegio salesiano “Don Bosco” di Varazze. Frequentò poi il liceo “Chiabrera” di Savona dove ebbe come professore, Adelchi Baratono, filosofo, studioso di Kant e deputato al parlamento italiano per il Partito socialista. Nella figura di Baratono si materializza per Pertini l'incontro con il socialismo. Che egli fosse però dotato fin da giovane di una personalità tutt'altro che acritica, lo dimostra proprio la sua adesione socialismo, fatta con piena consapevolezza e non perché fosse rimasto condizionato dal fascino di questo professore intelligente e di vasta cultura. Infatti, sebbene Baratono appartenesse al filone massimalista - tanto da essere il primo firmatario, assieme a Giacinto Menotti Serrati, di una mozione favorevole all’adesione all’Internazionale comunista risultata maggioritaria al congresso di Milano dell’ottobre 1921 - Pertini fu fin dall’inizio riformista e turatiano. Non solo, ma lo differenziava dal suo vecchio insegnante di filosofia anche la tendenza più all’azione che alla speculazione, anche se, in un commosso articolo pubblicato in occasione della morte del maestro, egli tende a ridimensionare l’idea di Baratono come di un militante dedito esclusivamente alla riflessione teorica. Infatti, dopo aver parlato di lui come di un uomo che “al forte impegno univa una cultura vasta, profonda, tutta di prima mano” e suscitava negli amici ammirazione per “la forza della sua mente e la solidità della sua preparazione”, afferma: “Non poteva concepire l’idea socialista in senso astratto, come accade a molti nostri intellettuali, ma la considerava come qualche cosa d’inseparabile dalla classe operaia” . Queste affermazioni non contrastano però con il fatto che Baratono, contrariamente al suo ex-allievo di liceo, fu nella sostanza uomo più di pensiero e di riflessione che di azione.
La sua stessa natura ed i suoi interessi, invece, hanno portato Pertini a privilegiare un’attività pratica ed un impegno concreto animati da idee semplici, ma chiare e di alto valore politico e morale, frutto di un’osservazione attenta della realtà o di un impulso della coscienza piuttosto che di meditazioni e di elaborazioni di carattere meramente teorico.
Ben presto la scelta socialista di Pertini - si era iscritto al partito nel 1918 ed era stato eletto consigliere comunale a Stella l'anno successivo - fu messa duramente alla prova dall'avvento del regime fascista. Fin dai primi anni venti, egli si distinse per un coraggio veramente eroico, che poggiava sulla ferrea convinzione della validità degli ideali di un socialismo ispirato ai principi di libertà e di giustizia sociale. L'opposizione frontale al fascismo gli procurò, tra il 1925 e il 1943, parecchi anni di carcere (S. Stefano, Turi, Pianosa e Regina Coeli), di esilio (Parigi e Nizza) e di confino (Ponza, Tremiti e Ventotene). Esemplare, al fine di comprendere la determinazione con cui difendeva i propri ideali, è la dichiarazione fatta il 23 maggio 1925, nel corso dell’interrogatorio avvenuto nelle carceri giudiziarie di Savona, dove egli era stato rinchiuso in attesa di giudizio, per aver diffuso un opuscolo clandestino intitolato Sotto il barbaro dominio fascista . Dopo aver riaffermato la propria militanza socialista unitaria, ammette, come si legge nel verbale, “di aver compilato e distribuito il manifesto allo scopo precipuo di incitare coloro che lo avrebbero letto all'odio contro il partito fascista” . Tali affermazioni sono, nella sostanza, coerentemente fedeli a quelle fatte il giorno precedente, presso la stazione dei carabinieri di Stella , cosicché si può affermare che fin dal primo arresto, avvenuto il 22 maggio 1925, Pertini caratterizza il proprio atteggiamento nei confronti della “giustizia fascista” all’insegna della fiera appartenenza al Partito socialista turatiano e di un’attiva e irriducibile opposizione al regime.