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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2009

                     11/9/2009 - I RAGAZZI DEL 1909

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Norberto Bobbio e Eugenio Colorni-Due brevi ricordi

Roberto Del Buffa

Il 2009 sarà probabilmente ricordato anche per l’incredibile numero di centenari celebrati, che stanno lasciando copiosa traccia nella produzione editoriale dell’ultimo anno. Il motivo principale di questa proliferazione celebrativa risiede anche nel fatto lapalissiano che l’anno in corso giunge a cento anni esatti da quel 1909 in cui, per una di quelle strane coincidenze della storia difficili da spiegare, ebbero i natali alcune delle maggiori personalità della cultura italiana del Novecento, a partire dalla senatrice Rita Levi Montalcini, ancora splendidamente all’opera, nonostante il centesimo genetliaco festeggiato lo scorso mese di aprile. Furono suoi coetanei, per citare in ordine sparso i più noti, Indro Montanelli, Leo Valiani, Leone Ginzburg, Giulio Carlo Argan, Alessandro Galante Garrone. Fra questi non posso mancare di ricordare, per vicinanza ideologica e riconoscenza intellettuale, soprattutto Norberto Bobbio, nato a Torino il 18 ottobre 1909 e che considero come il massimo teorico del dopoguerra della sinistra non comunista e uno dei maggiori filosofi politici italiani del XX secolo. Dovrò tornare sul suo fondamentale contributo filosofico, anche in relazione a una riflessione teorica sui diritti umani, sollecitata dai numerosi interventi del 2008, in occasione del LX anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Per il momento mi limito a segnalare la vastità della sua produzione. Alla fine del 1998, la sua bibliografia contava già oltre 1.600 voci, ma Bobbio non rinunciò ad allungarlo, continuando a produrre altri importanti interventi, sparsi fra prestigiose riviste accademiche e semplici quotidiani, fino alla morte, che lo colse, dopo una breve agonia, il 9 gennaio 2004. Il valore del suo contributo fu dato anche dalla costante presenza della sua riflessione critica in un percorso storico che dalla Liberazione è giunto sino agli ultimi suoi anni, in cui fu anche senatore a vita.
La continuità dell’impegno di intellettuali come Bobbio ci permette di valutare quanto ci è stato invece strappato dal fascismo, in termini di risorse intellettuali e civili, per esempio con l’assassinio di un altro intellettuale, Eugenio Colorni, nato nel 1909, per singolare coincidenza proprio in quel 22 aprile che vide la nascita di Levi Montalcini e Montanelli. È difficile immaginare quale sarebbe stata l’evoluzione filosofica del giovane pensatore milanese, che i fascisti confinarono prima a Ventotene, con Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, e poi a Melfi, se, nel maggio 1944, a Roma, la famigerata banda Koch non avesse messo prematuramente fine ai suoi giorni. Un vile assassinio fascista, proprio alla vigilia della liberazione della città, interruppe il suo percorso filosofico che, partito da un liberalismo di stampo crociano, era approdato a esiti filosofici, politici e civili che appaiono ancora convincentemente moderni. Ce lo ricordano gli scritti di Colorni ripubblicati recentemente da Einaudi, fra cui alcuni significativi brani autobiografici. La loro lettura ci lascia una vena amara, per la consapevolezza di quanto il fascismo ha sottratto alla storia di questo paese, ben al di là dell’esito infausto della guerra in cui ci condusse Mussolini. La barbarie fascista fu infatti anche molto altro, perché fin dal primo momento, con l’istituzione dei tribunali speciali e la persecuzione degli oppositori, si pose esplicitamente il compito di mettere a tacere le migliori intelligenze del paese, che avrebbero potuto perseguire, attraverso un giudizio autonomo e personale, quei valori di libertà e giustizia diventati poi l’ideale condiviso dell’antifascismo. Ricordando Colorni, medaglia d’oro al valor militare alla memoria, per il suo contributo alla lotta di Liberazione, contribuiamo a non dimenticarli