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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2009

                     12/9/2009 - SOCIALISMO IMPROBABILE?

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di Marino BIANCO

C'è chi si rammarica che la “questione socialista” non sia all'ordine del giorno e nemmeno materia di confronto nel confuso e tormentato congresso del PD. E che, quando quei candidati alla segreteria si interrogano sulle future alleanze, ipotizzano variamente con IDV, UDC (!) e “sinistra radicale”, e non menzionano i socialisti.
Per i socialisti ciò potrebbe e dovrebbe non avere decisiva rilevanza, stante l'oscillante deriva politica dei cosiddetti “democrat”. Ma ciò che colpisce è che il socialismo pare scomparso persino dal lessico politico italiano. E c'è da domandarsi a chi giovi, considerato il contesto europeo in cui siamo inseriti, e se ciò sia utile alla creazione di una alternativa realmente riformista di sinistra e segnatamente laica.
Non si tratta, cioè, di mera semantica, o peggio ancora di nostalgia: è questione che attiene al futuro della nostra comunità nazionale e del mondo globalizzato. Il suo abbandono, però, non può non attribuirsi a responsabilità degli stessi socialisti, per la timidezza nella proposta e nella azione e per alcuni silenzi assordanti su problemi fondamentali della collettività.
La riduzione dei soggetti dello schieramento politico e la conseguente semplificazione nella composizione delle coalizioni chiariscono di sicuro la dialettica politica, emendano dalle strumentali ragioni per affermare distinte ma non giustificate identità, migliorano il funzionamento dei governi centrali e locali. Ma l'attuale tendenza, tenacemente e concordemente perseguita dal PDL e dal PD, verso il bipartitismo può condannare il Paese ad una alternativa soltanto di potere; ad una competizione tra due formazioni, una sedicente di centro-destra e l'altra sedicente di centro-sinistra, divise elettoralmente da una sottile linea di confine al centro (benché in perpetuo distruttivo conflitto manicheo), entrambe necessariamente moderate e dunque sostanzialmente conservatrici .
Un rischio grave di immobilismo, in una situazione sociale economica istituzionale del nostro Stato che richiede, invece, serietà della classe politica di governo e di opposizione, e pur nei distinti ruoli collaborazione per addivenire a scelte coraggiose e a profonde innovazioni in ogni campo. Per evitare questo pericolo, i non pochi tentativi di riproporre la “questione socialista” e di creare una significativa ed influente presenza di un partito ispirato a quei valori e a quei progetti (gli unici in grado – ove realmente perseguiti – di coniugare la libertà individuale con l'ordine sociale e cioè con la democrazia, e di controllare l'economia di mercato perché corrisponda agli interessi collettivi, e cioè all'effettiva uguaglianza e alle pari opportunità). Da ultimo, tra questi tentativi: la “Costituente Socialista” e la nascita del nuovo PS; e, poi, “Sinistra e Libertà”, alleanza questa definita come non elettorale ma di intento e respiro strategici.
Sennonché, anche l' ultimo vascello di salvataggio non sembra in condizione di reggere il mare, e, prima ancora, di avere una rotta precisa con nocchieri ben individuati. Del resto, a causa della eterogeneità dell'equipaggio, sin dall'inizio della sua navigazione (le elezioni europee amministrative) molti socialisti non si sono sentiti di salire a bordo. Ora, “Sinistra e Libertà”, per le interne contraddizioni, sembra destinata a ritornare in porto (un solo esempio: la divaricazione, non di poco significato, delle sue componenti nel recente dibattito al Consiglio Regionale Toscano sulla nuova legge elettorale).
E sul futuro del socialismo italiano, oltre alla difficile ripresa di una navigazione di “Sinistra e Libertà” con mete precise e condivise (invero, nelle condizioni date, ci vorrebbe una nave corsara!), oltre al disimpegno, all'astensionismo e alla ulteriore diaspora di tanti sfiduciati socialisti, non sono d'aiuto la messa in acqua di quei piccoli ghiozzi (certe pretenziose liste civiche!) e/o la presenza in innaturali formazioni o coalizioni, espedienti che possano soltanto consentire inutili e controproducenti galleggiamenti personali.
Avranno i socialisti la capacità, la volontà, la forza di ritrovare coerenza, senso di appartenenza, unità e autonomia, impegno coraggioso; o si dovrà amaramente concludere che, in Italia, una nuova forza socialista sia improbabile?
Sono le domande che tutti i veri socialisti, ritrovandosi, dovranno porsi alla ripresa di autunno, sul piano progettuale ed organizzativo; senza la messianica ed ipocrita attesa dell'esito del Congresso del PD (attesa che suona come una sorta di riconosciuta dipendenza), e rifuggendo da meri tatticismi suggeriti dall'approssimarsi delle elezioni regionali: il “primum vivere” talora può servire a qualcuno, ma non sempre alla causa e, cioè, al “deinde navigare”.
Per la sopravvivenza di una reale prospettiva socialista, le doverose risposte saranno decisive.
E si dovrà fare in modo che non siano esiziali!
Marino BIANCO