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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2009

                     17/11/2009 - LETTERE

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Caro Giuseppe,
Sono d’accordo sulle tue analisi che affondano il coltello su qualcuna delle profonde piaghe che stanno incancrenendo il nostro territorio.
L’Area Ferroviaria: una visione o forse una allucinazione di sindaci scollegati dalla realtà dei bisogni dei cittadini in cui Pontassieve diventa il fiore all’occhiello della sostenibilità urbana. Palazzo della Salute, giardini da favola, servizi ai cittadini, poche abitazioni dove l’ecologia, la bioedilizia, le energie rinnovabili si sprecano. Un “Ponte” da e per la decadente Firenze. In realtà sembra un sogno constatiamo che si scontra con la dura realtà che tratteggi parlando di una discarica delle Ferrovie. Si, anche se per le Ferrovie il termine discarica è talmente banalizzato che quasi tutti i treni dedicati al popolo, agli studenti, ai pendolari sono diventati delle discariche a pagamento. Per non parlare della vendita dell’area che, oltre ai locomotori accatastati, è inquinata di amianto. Quanto costa un area senza l’avvenuta bonifica? E a chi tocca provvedere? Al primo, al secondo proprietario, oppure aspettiamo di venderla quando è modificata la destinazione dell’area?
E’ strano che esista una legge sull’amianto estremamente precisa ed è ancora più strano che chi deve applicarla, anche coercitivamente, sembra che sia in difetto. Vorrei contribuire però a cogliere un altro profilo di questo problema, cioè quello speculativo.
Gli Accordi di Programma con la Regione Toscana e con la Provincia di Firenze prevedevano in questa area una fortissima percentuale di spazi ad uso pubblico, con pochissime abitazioni. Col passare del tempo, sobbarcando i cittadini di continue spese per Aziende di Marketing, per progetti da concorsi internazionali modificando lentamente ed inesorabilmente il Piano Strutturale e il Regolamento Urbanistico abbiamo permesso una trasformazione che cerca di essere appetibile per chi specula che, si sa, chiede sempre di più.
Adesso sembra che tutto sia fermo, forse la crisi economica ha interrotto questo trend di speculazione sulle case a prezzi elevatissimi che confliggono con gli scopi che hanno portato alle modifiche del governo del territorio. Le giovani coppie di pontassieve e di altri comuni non possono permettersi di comprare la casa. Il ceto medio-alto e quella fascia grigia di reddito, a cui sono rivolte le offerte, non risponde. Qualcuno forse, illusoriamente spera che l’Egoarca, il machomen abbia ragione sulla fine imminente di questa crisi.
Per adesso i ceti privilegiati non possono comprarsi la prima né la seconda casa.
Molte famiglie stanno pensando di vendere quella che hanno poiché lo spettro della soglia di povertà si fa sentire.
Ho solo sfiorato, come dici anche tu, solo alcuni dei tanti temi che affliggono il nostro territorio. Potremmo fare un inciso però sulla gestione dei rifiuti, sul grande bluff della raccolta differenziata oppure porci delle domande su quali impianti di incenerimento in Toscana sono stati bruciati i rifiuti di Napoli.
Potremmo cominciare a porci seriamente la domanda se esiste una alternativa meno dannosa allo smaltimento finale dei rifiuti, oppure a cosa serve un inceneritore da 70.000 tonnellate sulle rive della Sieve in una delle valli più belle e ben mantenute nel tempo della Toscana, la Valdisieve.
I semplici cittadini come noi forse non sono in grado di valutare cosa significa attivare i 40.000.000 o i 50.000.000 di euro per questo mostro dalla ciminiera alta 62 metri. Forse è ben poca cosa rispetto all’inceneritore della piana che ne attiva 150.000.000. Queste cifre, però, evocano e forse materializzano i fantasmi della grande finanza corrotta, di personaggi ancora più inquinati dei rifiuti. Curiosamente la nostra AER è un po’ di tempo che si affanna nelle trasformazioni societarie, che crea direttori generali, nuovi presidenti, nuovi Consigli di Amministrazione.
Talvolta il destino crea delle strane coincidenze.
In fondo cosa c’è di meglio se del sudicio che produciamo e velocemente chiudiamo in un sacchetto di plastica e per non sentirne il puzzo qualcuno ce lo brucia? Tanto si scompone in tante piccole e microscopiche particelle che non riusciamo nemmeno a vedere!!!!
Purtroppo molte persone ancora pensano in questo modo e come ben sai è la cultura che genera le trasformazioni, quindi speriamo che al di la delle fanfare degli assessori illuminati e autocompiacenti sui virtuosismi della differenziata, aggiungo senza riciclo o riutilizzo, questa presa di coscienza collettiva arrivi presto. Certo è che il compito della politica è anche quello di informare e di formare le persone affinché questa cultura si solidifichi.
C’è un passaggio nel tuo scritto che non condivido pienamente: le analisi che hai fatto sui partiti che hanno partecipato alle elezioni amministrative sono a mio parere abbastanza azzeccate e dimostrano che in alcuni partiti, cosi detti di sinistra, ha trionfato il trasformismo. Mi chiedo come, alcuni personaggi, avrebbero potuto fare per mantenere le proprie posizioni di privilegio ai vertici di organismi strategici, se fossero rimasti orfani politicamente.
Morale della favola la coalizione ha fatto ingrassare il PD tanto da farlo smarrire in trionfalismi senza un minimo di autoanalisi per quell’8% stesso di elettorato PD sfumato, arrabbiato con lo stesso partito. Così cieco da dichiarare che nulla doveva essere cambiato della politica fatta fino a quel momento. Giustificando così la riconferma dei soliti personaggi della giunta.
Dico queste cose con amarezza poiché con molti di loro ho collaborato, oppure mi sono scontrato.
Ho passato comunque cinque anni intensi di politica e di incarico prestigioso in un serio rapporto etico e di rispetto reciproco con la Giunta e il Sindaco. Non sono quelle persone dunque ma è la politica che fanno, o meglio la loro incapacità di proporre un serio rinnovamento sociale ed economico di un territorio ormai da decenni privo di una trasformazione, dopo la crisi industriale e manifatturiera del passato, spolpato dalla speculazione edilizia.
L’incapacità di liberarsi dai soliti legami con soggetti sociali ed economici di cui l’interesse quasi mai coincide con i bisogni dei cittadini. Di interrompere questa catena di deleghe ai privati dei servizi al cittadino.
Di abbandonare la ricerca del consenso coatto.
Quello che non condivido della tua analisi è la proposta che fai quando dici che ogni decisione dell’amministrazione debba essere accompagnata non da un Consiglio Comunale aperto ma da un incontro mensile, con tutti i cittadini e la partecipazione dei media. Percepisco in questo un desiderio di liberarsi della politica e riconsegnare ai cittadini il potere decisionale. Se fosse così, mi permetto di dissentire in nome del meccanismo costituzionale che regola la democrazia nel nostro paese.
La partecipazione dei cittadini dovrebbe partire dalla massima trasparenza e comunicazione degli atti dell’Amministrazione, del Sindaco, della Giunta e del Consiglio Comunale.
Segue a pagine 11
Dovrebbe proseguire poi in un rapporto permanente attraverso la rete e con assemblee pubbliche mirate a scelte di rilievo. Paolo Rosini