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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2009

                     17/11/2009 - BRUNO CORNAZZANI

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Questo Circolo intende portare all’attenzione dei lettori il gesto eroico di un prigioniero di guerra pontassievese. Nel ricordare questo gesto, si vuole anche ricordare quel tragico periodo.

LA FAMIGLIA DI UN CORAGGIOSO PRIGIONIERO DI GUERRA RINTRACCIATA IN ITALIA


Bruno cercò invano di salvare l’equipaggio dell’aereo

I parenti di un coraggioso prigioniero di guerra italiano, che cercò di salvare l’equipaggio di un aereo precipitato, hanno finalmente avuto notizie del suo eroismo – 56 anni dopo l’evento.
In questo momento, la figlia ventinovenne del prigioniero deceduto potrebbe trovarsi sulla strada fra Firenze e il confine con l’Essex- Suffolk, per vedere coi suoi occhi la lapide alla memoria apposta, in parte per onorare suo padre, nella giornata in ricordo dell’Armistizio dell’ultima Guerra Mondiale.
Al momento della cerimonia dell’ultimo anno, gli abitanti di Foxearth, vicino a Sudury, avevano abbandonato i tentativi di rintracciare Bruno Cornazzani. Con un coltivatore di Long Melford, Les Mayheww, egli aveva cercato di salvare senza successo l’equipaggio di un Mosquito De Havilland precipitato, allorché le munizioni stivate nell’aereo avevano cominciato a esplodere-
Tom Hastic, che faceva l’operaio agricolo sul luogo del disastro quando aveva 16 anni, aveva rintracciato il nome del prigioniero tramite l’Ufficio degli Addetti Militari dell’ambasciata Italiana a Londra, e aveva saputo così che egli era nato a Pontassieve, vicino a Firenze, nel 1920.
Tuttavia, le successive indagini attraverso Internet fallirono nel tentativo di localizzare dove si trovasse ora l’italiano, o i suoi parenti, in modo che nessuno lo rappresentò al momento in cui fu scoperta la lapide alla memoria nella Chiesa locale.
Alcuni mesi fa’, però un insegnate in pensione, Paul Windley, spedì una lettera al E.A.D.T., chiedendo informazioni sui prigionieri di guerra degli accampamenti militare locali durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il sig. Hastie si mise in contatto e gli raccontò dell’accaduto, che aveva trovato spazio nell’ampio servizio giornalistico dell’ultimo anno che parlava del disastro aereo di Foxearth; il sig. Windley decise quindi di cercare l’indirizzo attraverso i numeri telefonici di Firenze via Internet.
Solo un numero corrispondete al nome di Conazzani apparve sullo schermo e il sig. Windley si risolse di scrivere a quest’indirizzo, accludendo ritagli di giornale riguardo alla vicenda.
La persona all’indirizzo in questione non era un parente stretto del prigioniero di allora, ma riuscì a rintracciare la vedova di Bruno Cornazzani, Graziella, che a sua volta rispose al sig. Windley.
Essa non aveva sposato Bruno che dopo la guerra e, né lei né i suoi figli, Paolo, di 40 anni, e Susanna, 29, avevano sentito parlare dell’incidente aereo e non sapevano dire se il padre fosse la stessa persona dell’eroe del tempo di guerra. Egli era morto 24 anni prima.
Susanna, comunque, ha scritto ora al sig. Windley, accludendo vecchie foto di suo padre che sono mostrate al sig. Hastie, il quale vi ha riconosciuto l’uomo con cui lavorava nei campi del luogo nel 1945.
Il sig: Windley ha riferito: “ Susanna è molto interessata alla memoria di suo padre, e l’ho invitata a venire a trovar me e la mia famiglia se vuole avere l’occasione di vedere la lapide. Aspetto di ricevere ulteriori notizie da lei”.
Il sig. Hastie che, con lo storico militare del luogo Bob Simpson, contribuì a organizzare la cerimonia di scopertura della lapide lo scorso anno, ha detto: “La lapide onora i due membri dell’equipaggio rimasti uccisi nell’incidente, e i coraggiosi sforzi del sig. Mayhew e del sig. Cornazzani. Io avevo virtualmente cessato le ricerche dell’ex-prigioniero, ma il ritrovamento della sua famiglia completa il quadro”.

Testo tradotto dal giornale inglese “East Anglian Daily Time” del 23 maggio 2001