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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2009

                     18/12/2009 - GIOVANNI VAILATI

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Cento anni di Giovanni Vailati
(Villasanta: Limina mentis, 2009)

Ho già avuto modo di segnalare, proprio su questa rivista, la straordinaria coincidenza di celebrazioni cadute in questo 2009, molte delle quali dovute all’eccezionale qualità di alcune personalità italiane nate esattamente cento anni fa, nel 1909. Vorrei qui invece ricordare che sono trascorsi cento anni dalla scomparsa del filosofo, logico e storico della scienza Giovanni Vailati, nato a Crema il 24 aprile 1863 e scomparso prematuramente a Roma, il 14 maggio 1909. Lo ricorda una pubblicazione uscita per merito del piccolo editore Liminamentis nello scorso mese di maggio, intitolata appunto Cento anni di Giovanni Vailati. Il volume, curato da Ivan Pozzoni, raccoglie contributi di studiosi di formazione eterogenea, che cercano di ricostruire i diversi aspetti del pensiero e la complessa figura intellettuale dello scienziato-filosofo lombardo. Emerge così la fitta rete di relazioni intellettuali che Vailati costruì nel suo costante e diretto confronto con il pensiero europeo contemporaneo e che fa di lui un intellettuale anomalo nel panorama, per molti versi ancora angusto e provinciale dell'Italia a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Laureatosi in matematica all’Università di Torino con Giuseppe Peano, autore in quegli anni di una vera e propria svolta negli studi logici e dei fondamenti della matematica, e suo assistente, Vailati ottenne dal 1899 di insegnare matematica nei licei, prima a Pinerolo, poi a Siracusa, Bari, Como e Firenze. In Toscana inizia a collaborare assiduamente al «Leonardo» di Papini ed elabora una proposta filosofica di stampo pragmatistico, con evidenti influssi di Peirce, ma anche con posizioni originali che anticipano spunti e temi fenomenologici e neoempiristi. Nel 1905, su proposta di Salvemini, è nominato membro di una Commissione reale destinata alla riforma delle scuole secondarie. Nel 1909, dopo che gli sono stati diagnosticati problemi cardiaci, si ammala a Firenze, probabilmente di un virus influenzale; trasferitosi a Roma, vi muore per complicazioni polmonari.
L’idealismo, che si apprestava a diventare, proprio in quegli anni, la corrente dominante della filosofia italiana ebbe facile gioco a ridurre i vasti interessi interdisciplinari dello studioso cremasco a semplici tasselli della sua teoria della scienza. La sua posizione filosofica pragmatista sarà rozzamente liquidata da Croce e Gentile, che la ridurranno a una forma depotenziata di strumentalismo. Adesso, dopo un secolo, si è correttamente ricollocata la filosofia di Vailati al centro della sua frenetica attività intellettuale, che gli consentì di dare contributi anche in settori che apparivano marginali nella sua riflessione, ma che invece nascondevano originali riflessioni, come per esempio nei campi della semiotica, dell’arte, del diritto, dell’etica. Ciò giustifica la scelta nel volume collettivo di cui stiamo parlando di sottolineare la multi-disciplinarietà del discorso vailatiano. Per i nostri interessi, intendo quelli della rivista che ospita questa recensione, appaiono di un certo interesse due aspetti della personalità di Vailati, quello etico, con l’affermazione di una coerente laicità di fronte ai problemi dello stato e della persona, e quello politico, incentrato sulla critica al nazionalismo e al socialismo marxista. Su questa posizione insiste l’articolo di Ivan Pozzoni, volto a ricostruire la filosofia politica vailatiana e a problematizzare l’iscrizione del suo pensiero a una delle numerose forme di liberalismo che trovarono espressione nella vita politica italiana ai tempi di Giolitti. Già dal titolo del suo intervento, La via del socialismo «minimo» nella riflessione di Giovanni Vailati, Pozzoni intende sottolineare come Vailati, pur nella temperie del momento storico, non arriverà mai a misconoscere diritti dei lavoratori o rivendicazioni salariali in nome dell’ideale della concorrenza o delle necessità nazionali di difesa di una industrializzazione ancora debole, come faranno molti altri pensatori liberali. Per Vailati rimane irrinunciabile una prospettiva riformista, l’apertura di una via a un programma socialista minimo, che altro non è che un modo di proteggere alcuni valori ideali di libertà, uguaglianza e solidarietà dalla dittatura liberista del mercato.
Purtroppo il libro è di difficile reperibilità, ma, oltre che on line, è acquistabile alla Libreria Gulliver di Pontassieve.
Roberto Del Buffa