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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2009

                     19/12/2009 - EVASIONE FISCALE

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A PROPOSITO DI TASSE…………

Il problema tasse è sempre stato un grosso problema per il nostro Paese, e in un momento come questo, in cui c’è un gran parlare di riduzione della pressione fiscale, questa richiesta è motivata dalle difficoltà che incontrano i lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese. Tutto questo - si dice – per stimolare i consumi. E’ vero che vi è la necessità di un riequilibrio della tassazione, ma il vero grosso problema resta - per questo nostro paese - quello “dell’evasione fiscale” che ammonta a poco meno di 100 miliardi di euro all’anno. Le cause di questa evasione sono le più svariate: La mancanza di una coscienza civica; un sistema che non incentiva il pagamento delle tasse.
Comunque vorremmo tentare di rendere più chiara la situazione di chi paga le tasse in questo nostro paese e quanto è l’importo complessivo della tassazione.
Per questo di seguito riportiamo tre tabelle: una riguarda la situazione del fisco in Europa, la seconda il tasso di imposizione fiscale, l’ultima che riguarda la distribuzione dei contribuenti per classi di reddito.
Da questa prima tabella emerge che la più alta tassazione nel complesso dei paesi europei riguarda i paesi del Nord, l’Italia è in una posizione mediana.

Da questa seconda tabella emerge che l’Italia è oggi il paese europeo con la maggiore tassazione sul lavoro (44,9%) rispetto ad una media dell’Unione Europea del 37,8%.
Da questa terza tabella che riguarda la distribuzione dei contribuenti per classi di reddito si nota una grande distorsione in quanto l’imposta sui redditi delle persone fisiche è pagata prevalentemente da lavoratori dipendenti e pensionati che rappresentano l’86% dei dichiaranti e il 90% dei redditi dichiarati. Emerge inoltre in dettaglio che sulla fascia di reddito fino a 10.000 euro, primi sono i pensionati, nella fascia che va da 10.000 a 20.000 euro i primi sono i lavoratori dipendenti come pure nelle altre fasce presenti in tabella. Come si nota da queste fasce l’esiguità dei redditi degli autonomi che porta alle percentuali sopra descritte.
Che cosa ha fatto il governo? L’unico provvedimento riguarda il taglio del 20% dell’acconto di novembre. La misura interessa piccole e medie imprese, ditte individuali e società di persone e non riguarda lavoratori dipendenti e pensionati. Questo in realtà si tratta di un differimento. Quello che non viene pagato ora, dovrà essere versato il prossimo anno.
Quali i possibili scenari a nostro parere per una possibile riduzione della tassazione in futuro.
Il primo problema è trovare le risorse e in questo momento di crisi è veramente difficile, ma alcuni provvedimenti potrebbero essere: una incisiva lotta all’evasione fiscale sia etica che tecnica e non continuando con i condoni e lo scudo fiscale e spostare il peso del fisco sui patrimoni e sulle rendite finanziarie.
Quindi ridurre l’imposte sul reddito personale, attraverso la diminuzione delle aliquote e l’aumento delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati.
(secondo l’Ocse in Italia le pensioni sono tassate in misura
doppia rispetto alla media europea.
Sostenere la famiglia attraverso il quoziente familiare (dividere il reddito del capofamiglia per il numero dei componenti).
Continuare nella riduzione del fisco per le imprese, non a pioggia ma mirate, per rendere più competitive le imprese italiane.
Giovanni Casalini