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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2009

                     18/12/2009 - DEMOCRAZIA PARLAMENTARE

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Inaspettatamente, è intervenuto alla trasmissione, via telefono, il Cavaliere. Sui contenuti dell’intervento è inutile soffermarsi a lungo, trattandosi delle solite specialità della casa: «L'anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, ma sono i pm e i giudici comunisti di Milano che da quando Berlusconi è sceso in politica lo hanno aggredito in tutti i modi. I pm sono la vera opposizione nel nostro Paese»; «La tv pubblica italiana ha una prevalenza assoluta di giornalisti di sinistra e di programmi di sinistra e attacca il governo».
Quello che è stato degno di nota è, invece, l’atteggiamento dei due ministri presenti in studio: due perfetti maggiordomi. Della serie: prego prego signor capo le cediamo il nostro tempo e le nostre parole. E le nostre opinioni, certo. O vuole sedersi al nostro posto? Chieda, chieda quello che vuole.
Ma quello che più inquieta non è il servilismo di cui si rendono protagonisti i ministri: tutto sommato, un ministro non viene eletto da chi va a votare, ma riceve una nomina politica. Quello che, invece, fa rabbrividire è vedere che sono Camera e Senato ad essere trasformati in una bella accozzaglia di camerieri.
Quanto ciò corrisponda a verità si può misurare dall’atteggiamento privo di scandalo (eccezion fatta per il solito Fini) di deputati e senatori della maggioranza in occasione della proposta del ddl sul cosiddetto processo breve: in quale paese in cui un Parlamento sia degno di tale nome un premier si sognerebbe di presentare un disegno di legge palesemente pro domo sua e, giusto per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, preparato nientemeno che dal suo avvocato?
E così, ci troviamo a fare confronti con quello che succede negli USA dove è in atto uno scontro aperto tra Barack Obama e il Congresso sugli ammortizzatori sociali, che sta costando al presidente qualche bella discesa nei sondaggi circa il consenso (tutto a favore, in questa vicenda, di Camera e Senato) e sta consentendo ai parlamentari statunitensi di mantenere intatta la loro dignità. L’esatto contrario di quel che accade da noi.
Certo, non c’è da meravigliarsi. L’ultima campagna elettorale è stata, in effetti, il perfetto prologo dell’insediamento a Palazzo Madama e a Montecitorio di un blocco di fedelissimi di un qualche governante. Quale altro senso si può dare ad un suffragio in cui sui simboli dei partiti viene stampato il cognome di una persona? Certo, sarebbe stato bello se da parte delle istituzioni competenti fosse stata ricordata agli elettori la pura verità, stando alla legge in vigore: che quelle, a dispetto di manifesti inneggianti a qualcuno piuttosto che a qualcun altro come futuro presidente (del consiglio dei ministri, che rimane tale finché ha la fiducia del parlamento. Questo non veniva scritto mai: chissà che qualcuno non abbia pensato che le riforme costituzionali presidenziali fossero state fatte di soppiatto, senza però dir niente a Napolitano, per non offenderlo) erano elezioni in cui sarebbero stati scelti deputati e senatori. Elezioni di un parlamento. Non di un tiranno pro tempore.
Eriprando Cipriani