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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2010

                     4/3/2010 - “SVOLTA DELLA BOLOGNINA”

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VENT’ANNI DOPO: QUALI RISULTATI ?
di Mauro Messeri


Insieme al ventennale della caduta del Muro di Berlino, non e’ possibile dimenticare quei giorni del Novembre 1989 in cui si stava consumando anche il “de profundis” del più potente ed organizzato partito comunista d’Europa.
Come tutti ricordano fu Achille Occhetto, allora Segretario generale del PCI, ad annunciare il terremoto politico che andrà ricordato come la “svolta della Bolognina”. La scelta di fare il clamoroso passo nella principale sezione comunista di Bologna fu un dovuto riconoscimento a dieci partigiani uccisi in quella zona contro gli occupanti tedeschi. Nella commozione generale e nel profondo stupore, spariva così quel Partito comunista Italiano che, piaccia o no, e’ stato l’unico capace di suscitare speranze di riscatto per le grandi masse popolari da sempre emarginate nelle scelte sociali e politiche.
E’ mia personale opinione, peraltro condivisa da tanti militanti di base, che sia stata “gettata al vento”, una straordinaria eredità politica. Indietro nel tempo, nell’immediato dopoguerra, il PC ed il PSI, due grandi partiti della sinistra italiana, si ‘apparentarono’ elettoralmente nel Fronte popolare battendosi tenacemente per fare dell’Italia un paese a giuda socialista e democratica. Eppure poi ciascun partito seguì il proprio riferimento storico-culturale: persero le elezioni in quanto esisteva tra la gente il timore che un’eventuale vittoria delle sinistre comportasse dei rischi, attesa la presenza dell’Armata rossa e dei suoi satelliti fino ai nostri confini.
Solo nel 1963 i socialisti guidati da Pietro Nenni andranno al governo alleati della DC. Nasceva così il cd. Centrosinistra che, col tempo, avrebbe purtroppo partorito arrivisti della politica dediti più al raggiungimento del proprio interesse particolare che al quello dei cittadini. I passaggi del dopo Bolognina li conosciamo: nel 1991 seguì al PC il PDS e - nel 1998- i cd.DS, Democratici di Sinistra che non avrebbero avuto lunga vita politica. Contemporaneamente a Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica nasce poi un nuovo soggetto politico il Partito democratico, sicuramente nel cuore dello stesso presidente Napolitano che, assieme ad Amendola, leader migliorista del PCI, ne attendeva la nascita forse da decenni lavorando in questo senso con altri compagni della destra comunista.
Tanti di noi militanti avrebbero volentieri gradito una
visibilità di sinistra che avrebbe potuto esplicarsi anche a cominciare dal simbolo denominandosi Partito democratico di centrosinistra. Sul piano strettamente invece politico la fusione della sinistra storico con i cattolici democratici rimane un fatto eclatante ma certamente non facile da gestire.
Arrivando ai nostri giorni più recenti, l’elezione di Pierluigi Bersani a segretario rappresenta veramente “l’ultima spiaggia”, fallita la quale il predominio di Berlusconi potrebbe davvero diventare minaccioso ed addirittura - se si pensa agli ultimi attacchi sia alla stampa che alla TV pubblica - con venature Peroniste.
Il centrosinistra non può quindi limitarsi ai grandi raduni ed alle seppur numerose sfilate sotto i palazzi del potere, ma deve lavorare per un concreto programma di governo senza compromessi, recuperando, per usare le parole di Gramsci, nella “…..egemonia una supremazia morale e culturale con il consenso popolare….”.
A tale proposito c’’e un giudizio interessante dello storico inglese Perry Anderson, pubblicato sulla rivista ‘Internazionale’: “ Il PCI ed i suoi eredi hanno perso contatto con la società civile ed hanno dilapidato un’eredita’ politica straordinaria …………il PCI non ha saputo cogliere la spinta al materialismo che ha cambiato gli italiani”.
Un appello per chi e’ scoraggiato: anche chi scrive ha la convinzione che l’Ulivo potesse essere l’oggetto federativo a cui tutti nella sinistra, pur di provenienza diversa, dessero la propria adesione al preciso scopo di riportare l’intera coalizione di centrosinistra al governo dell’Italia. Ormai questo non e’ avvenuto, quindi e’ necessario impegnarsi con la massima energia per il PD, unico baluardo attualmente in grado di condizionare il più possibile i pericolosi tentativi della destra di stravolgere la nostra Costituzione.
Infine sono assolutamente d’accordo con le conclusioni di Anderson quando afferma che la dissoluzione del mondo comunista e la disintegrazione della classe operaia tradizionale dimostrano che la stessa fine del PCI rientra in ampio e complesso quadro storico, pur restando il fatto che, ancora a giudizio dello storico inglese, nessun altro Paese ha mai dilaniato un patrimonio così imponente.