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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2010

                     4/3/2010 - ITALIA 150 ANNI

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Dell’Italia e del suo compleanno


Nel mese di agosto il “Corriere della Sera” ha pubblicato un editoriale in cui il giornalista si lamentava perché ancora non erano stati decisi i festeggiamenti per l’unità d’Italia, inoltre rimarcava come agli italiani fregasse ben poco di tale ricorrenza. A settembre “Toscana Oggi” ha pubblicato un editoriale che, riferendosi al precedente, ne riproponeva l’argomento; in seguito varie cariche dello stato sono tornate sull’argomento.
Tutti i “signori” sopra menzionati si lamentano perché, secondo quanto si va delineando, agli italiani, della ricorrenza dell’unità d’Italia, non importa granché; la lontananza dei cittadini dalle istituzioni (confermata dalla scarsa affluenza alle urne) è peggiorata negli ultimi anni forse perché non esiste una sola Italia, ma tante Italia in cui ci si identifica o ci si allontana in funzione delle proprie credenze politiche, sociali, religiose …….
Provo a fare un piccolo elenco delle tante Italia che ci sono: ognuno può aggiungere la propria (poi organizzate la festa che più vi piace).
* L’Italia dei giovani che rischiano la vita in Afghanistan o quella dei loro coetanei che si ubriacano e si drogano nelle discoteche.
* L’Italia dei cantanti, attori, calciatori, motociclisti che non pagano le tasse (e rubano a tutti gli italiani) e diventano eroi nazionali o quella dei pensionati e dei lavoratori dipendenti che le tasse le pagano tutte.
* L’Italia dei mafiosi che hanno ucciso centinaia di persone, strangolato bambini e li hanno sciolti nell’acido e, pentiti, non hanno fatto un giorno di galera o l’Italia dei poveri che rubano una braciola per fame e fanno mesi di galera.
* L’Italia dei lavoratori dipendenti che a 60 anni vanno in pensione (ormai vecchi per lavorare) o quella dei magistrati, professori, uomini politici, lavoratori autonomi che continuano a lavorare e a guadagnare sino all’esaurimento.
* L’Italia dei bambini che a causa del razzismo nei loro confronti non possono più fare il presepe a scuola o cantare “Tu scendi dalle stelle” (anche a Pontassieve) o l’Italia di coloro che sponsorizzano queste scelte.
* L’Italia dei caduti nelle “Missioni di pace” o quella degli uomini di certi partiti che, sino all’avvento dei governi Prodi e D’Alema, le hanno considerate “atti di guerra” ed le hanno osteggiate e condannate (in paese abbiamo avuto anche la manifestazione delle “donne in nero”).
* L’Italia dei parlamentari che hanno trasformato (tutti d’accordo) la loro pensione in vitalizio e quindi ci pagano sopra tasse ridotte o l’Italia di chi campa con la pensione sociale.
* L’Italia di coloro che hanno votato contro il finanziamento pubblico dei partiti ed hanno vinto o l’Italia dei partiti politici che continuano ad attribuirsi i finanziamenti pubblici.
* L’Italia degli anziani, dei sofferenti, dei disabili che vorrebbero più assistenti sociali o l’Italia degli amministratori locali che sperperano soldi per le ballerine sudamericane, per feste del vino e del lombrico, per le notti bianche, per concerti, ed altre pinzillacchere.
* L’Italia dei bambini, delle donne, degli uomini assassinati nelle foibe o l’Italia di quei partiti che per cinquanta lunghi anni ne hanno negato l’esistenza.
* L’Italia dei miei parenti (sono morti per l’unità d’Italia!!!) i cui nomi sono scritti sulle lapidi del monumento ai caduti, in piazza della chiesa, o l’Italia di coloro che hanno relegato il monumento in un angolo della piazza (togliendoli la sua importanza) e non si curano di restaurarlo.
Per anni i partiti della sinistra hanno demonizzato la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista distruggendo la fiducia nello stato e nel contempo hanno osteggiato l’amor patrio e quindi il comune sentirsi una nazione; quindi ora è molto difficile riuscire a riconoscersi in ciò che per anni è stato vilipeso, è quasi impossibile mettere insieme le troppe Italia che esistono. Forse la definizione del popolo italiano è quella che uno scrittore, tale Alessandro Manzoni ha riportato, qualche anno fa, nell’“Adelchi”: “col nuovo signore (Berlusconi) rimane l’antico (Bersani) e l’un popolo e l’altro sul collo vi sta… d’un volgo disperso che nome non ha”.
Vincenzo Benvenuti