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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2010

                     4/3/2010 - QUALE RIFORMA ISTITUZIONALE ?

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Nel numero precedente, ci chiedemmo “Quale Giustizia?”. Ed è chiaro che le riforme in quel settore, cruciale per la democrazia, comportino anche altre modifiche alla Carta Costituzionale, per rendere effettivo il “giusto processo”di cui all'art. 111.
Quelle riforme proposte per il potere giudiziario e per l'amministrazione della giustizia, sono state sempre propugnate dai Socialisti, ed esse si sono sempre accompagnate alle proposte per le altre riforme concernenti il potere legislativo e quello esecutivo-amministrativo.
Si ricorderà che i Socialisti sono stati i primi a proporre, negli anni 80, la questione della “Grande Riforma”, richiamandosi in particolare al sistema francese.
A distanza di oltre 20 anni, è ancora irrisolto il tema della maggiore efficienza dell’esecutivo e cioè del Governo (la c.d. “Repubblica Presidenziale”, o più esattamente il rafforzamento del ruolo del Premier), e della maggiore rappresentatività e della funzionalità del Parlamento (abolizione del pesante e lento meccanismo di produzione delle leggi costituito dal “bicameralismo perfetto”) e del suo più stretto collegamento alla società civile ed ai territori (Senato delle Regioni), con notevole ...dimagrimento della composizione sia della Camera dei Deputati che del Senato.
Anche per quanto riguarda la legge elettorale, i Socialisti proponevano di riferirsi alla esperienza francese, che salvaguarda il pluralismo, la identità e l'autonomia delle forze politiche, e soprattutto la libera scelta degli elettori.
Per contro, dagli attuali maggiori partiti si è andato perseguendo il non condivisibile obbiettivo, non già della semplificazione dello schieramento politico (di per sé certamente utile), bensì del bipartitismo strettamente controllato dalle gerarchie interne ai partiti stessi.
Ciò può condannare il Paese ad una alternativa di mero potere, ad una competizione tra due formazioni, una sedicente di centro-destra e l’altra sedicente di centro-sinistra, divise da una sottile linea al centro ed entrambe necessariamente moderate e dunque sostanzialmente conservatrici.
I Socialisti propugnano ancora con convinzione il modello francese; anche per quanto riguarda le competizioni elettorali, con collegi uninominali a doppio turno, un sistema elettorale in grado di garantire, appunto, anche mediante gli accordi nelle coalizioni, la esistenza e la effettiva rappresentatività delle componenti politiche più significative. E ciò non solo per le elezioni politiche generali, ma anche per quelle regionali e per quelle amministrative nei grandi Comuni e nelle costituende Città Metropolitane.
In ogni caso, potrebbe guardarsi al sistema elettorale tedesco; ovvero comunque reintrodurre quello proporzionale, con “barrage”, ma con l’espressione delle preferenze.
Ma tali riforme generali e centrali circa il funzionamento delle istituzioni dovrà necessariamente essere contestuale ad una profonda trasformazione dello Stato c.d. decentrato e della Pubblica Amministrazione. E ciò mediante:
• il federalismo fiscale, che non si traduca in maggiore spesa pubblica e in squilibri tra Regione e Regione;
• l’abolizione degli statuti regionali speciali;
• l’abolizione delle Province, delle Comunità Montane, dei Consorzi di Bonifica;
• l’accorpamento dei Comuni inferiori a 5.000 abitanti, laddove sia possibile per le condizioni fisiche e morfologiche dei territori e per comunanza di infrastrutture di servizi pubblici;
• l’abolizione degli AATO, sostituiti da un'unica autorità regionale di garanzia;
• finalmente, la istituzione delle Città Metropolitane nelle aree già individuate dalla legge;
• la revisione dei poteri e delle competenze delle Giunte Comunali (nominate e revocabili dai Sindaci, benché con maggiori competenze dei Sindaci), o forse la loro abolizione per sostituirle con “staff” operativi di fiducia dei Sindaci;
• comunque, il riequilibrio dei poteri e delle competenze tra i Sindaci, le Giunte e i Consigli Comunali, questi oggi praticamente privati dello stesso potere di indirizzo e di controllo, e ridotti a mero soffietto delle decisioni dei Sindaci e delle Giunte;
• la riduzione del numero dei Consiglieri, in corrispondenza alla consistenza demografica e all’importanza dei Comuni;
• la revisione delle competenze della burocrazia, talora prevaricante e spesso condizionante le funzioni politiche degli amministratori;
• l’organizzazione della Pubblica Amministrazione con criteri di semplificazione, di trasparenza, di professionalità e meritocrazia della dirigenza;
• la revisione delle esondanti esternalizzazioni e privatizzazioni e della gestione dei servizi pubblici locali.
Un complesso di interventi che consentirebbero, oltretutto, di eliminare superfetazioni istituzionali e sprechi, di curare l'evidente attuale ...obesità istituzionale (talora provocata dalla ...bulimia partitica, e prodotta soltanto dalla necessità di salvaguardare una pletorica classe sedicente politico-manageriale), con il risparmio di enormi risorse finanziarie e la riduzione degli oneri di sostegno (fiscali) a carico degli amministrati.
E' tutta materia all'ordine del giorno nella vigente legislatura, definita anche essa come quelle che l'hanno preceduta “la legislatura delle riforme”. Per questo, non possiamo nascondere il nostro scetticismo, pur nella speranza che la c.d. classe politica, dimostrando di essere all'altezza, riesca a sconfiggerlo.
Il riformismo poggia su un primo indiscutibile assunto: peggio che fare anche sbagliando, è certamente il non fare, nel che si traduce il conservatorismo.
Marino BIANCO
*(del Comitato di Coordinamento Provinciale del PSI)