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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2010

                     6/5/2010 - Proviamo a copiare?

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Ognuno di noi ha i suoi ricordi degli anni nei quali è stato studente. Nella infinita varietà di esperienze, è probabile che in moltissimi si sia concordi nell’affermare che, qualche volta, a mali estremi si sia ricorsi ad estremi rimedi: copiare dai più bravi.
Che sia arrivato il momento, per la sinistra italiana, di rispolverare il trucco più vecchio del mondo?
Si direbbe di sì, a giudicare da quanto emerge dal confronto tra i risultati delle regionali francesi e quelli delle analoghe elezioni tenutesi nel nostro paese.
Là, la grande rivincita della gauche plurielle; qua, un’ulteriore affermazione della destra.
E allora, proviamo a vedere cosa c’è da copiare, sgombrando subito il tavolo dalla tentazione di attribuire il merito di quanto accaduto ad una maggiore consapevolezza di quel popolo rispetto a questo: è vero che Nicolas Sarkozy ha pagato lo scotto della crisi economica, di un riformismo a tutti i costi a volte percepito come eccessivo, nonché di un altrettanto eccessivo presenzialismo sui tabloid.
Guarda caso, tre elementi che avrebbero potuto giocare lo stesso ruolo contro il nostro Presidente del Consiglio.
Ma, certo, non possiamo cavarcela dando un generico merito di maggior senso critico agli elettori d’oltralpe: la realtà è che socialisti e alleati hanno saputo approfittare delle debolezze della maggioranza.
Innanzitutto, è da rilevare che, mentre l’astensionismo in Italia ha penalizzato equamente tutti gli schieramenti, in Francia ha svantaggiato la destra. Evidentemente - ed è già un punto su cui riflettere - la gauche ha saputo mantenere la sua identità - tenendo a freno le tentazioni di inseguire il centro - e l’elettorato progressista non ha dovuto scegliere tra mettersi la molletta al naso o restare a casa.
Salta poi all’occhio un dato di fatto: la grande affermazione di Ségolène Royal per la presidenza della regione Poitou-Charentes. La sfidante di Sarkozy nel 2007 ha stravinto il confronto col candidato conservatore, che, tra l’altro, non è stato un Signor Nessuno, bensì il capolista dell'Ump e attuale Ministro dei Trasporti Dominique Bussereau.
Anche in questo caso, il compito appare quanto mai semplice da copiare: se si ha in casa qualcuno con un po’ di carisma, è bene contare fino a dieci prima di metterlo nel dimenticatoio alla prima sconfitta.
Veniamo, infine, al discorso più spinoso per la nostra sinistra: quello delle alleanze. La coalizione socialisti-verdi -sinistra radicale ha vinto grazie alla buona affermazione di tutt’e tre le sue componenti.
Ma in Italia questo sarà mai possibile?
Certo, sarà difficile dopo che lo stesso PD ha fatto terra bruciata di tutte le forze progressiste in occasione delle politiche del 2008. Ricordiamo che tali elezioni si tennero con una legge elettorale (non modificata dall’allora maggioranza di centrosinistra pur avendo avuto a disposizione due anni di tempo per farlo) caratterizzata da altissime soglie di sbarramento e, pertanto, di per sé invitante a creare coalizioni.
Il PD, invece, scelse di correre con la sola Italia dei Valori, condannando tutte le forze di sinistra al ruolo, certamente non rinvigorente, di extraparlamentari.
Sembra proprio questo il vero nodo da risolvere per tentare, a la française, un successo rosso-verde alle politiche del 2013.
Eriprando Cipriani