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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2010

                     3/7/2010 - Enrico Rossi

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ENRICO ROSSI. POLITICA DI ALTO PROFILO E DEMOCRAZIA DIFFUSA
Di Gabriele Parenti


“Chi vuole fare politica deve mettersi ventre a terra e andare davanti alle fabbriche, nelle case del popolo, nelle piazze, nel territorio: [....]non abbiamo bisogno di fighetti ma di politici veri''.
Hanno lasciato il segno le parole pronunciate dal neo Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, nella sua prima conferenza stampa, perché denotano uno stile antitetico alla politica dei salotti e ai salotti della politica.
Inoltre, da questa battuta – che fa seguito ad una campagna elettorale condotta per oltre tre mesi in mezzo alla gente, - emerge un messaggio forte per quanti sono nauseati dalle stucchevoli liturgie della politica ridotta ad un club privato dove si entra solo per cooptazione, della politica dei sorrisi a 180 gradi (ma che si sarà poi da ridere tanto? . Sempre pimpanti, vanno avanti a forza di “caro amico, amico caro”. Mai una proposta, mai un’analisi strategica.
Nella campagna elettorale di Rossi cui ho partecipato come referente del primo Comitato costituitosi in Toscana, ho avuto la soddisfazione di vedere finalmente un leader che a sera era stanco, che aveva i capelli fuori posto ... una persona vera, nel mondo dei politici impomatati. D’altronde, non si stupisce chi ricorda che Enrico Rossi è l’uomo che nel 1992 contribuì in modo decisivo a salvare la Piaggio di Pontedera.
La proprietà aveva deciso di spostare la fabbrica a Nusco in Campania, dove poteva usufruire dei finanziamenti europei. Erano in pericolo dodicimila dipendenti e l’economia di un intero comprensorio- la Val d’Era - che ha nella Piaggio il proprio punto di riferimento. Il trentaquattrenne Sindaco Rossi si batté con intelligenza e determinazione: riuscì a stabilire un rapporto con il giovane Agnelli e a salvare lo storico stabilimento.
Altri ne avrebbero fatto un evento cult. Lui no: non ama la politica della grancassa. Dei dieci anni come Assessore alla Sanità ci sarebbe molto da scrivere; ma sono i fatti a parlare. E parlano di un livello di eccellenza che ha dato vita ad un “modello toscano”.
Poi il candidato Presidente ha posto al primo posto il rilancio del manifatturiero. perché non possiamo vivere nello scenario idillico di una toscana cartolinesca. Turismo e di servizi sono molto importanti ma devono essere complementari al settore manifatturiero.
Infine, il tema della partecipazione: che si contrappone a quanti concepiscono la politica come posizionamento personale, che coltivano la propria immagine sui media, senza un concreto impegno sul territorio.
Così, oggi, il neo Presidente, non pago di aver percorso 22,000 km in campagna elettorale, ha annunciato un nuovo tour nei Circoli, tra le associazioni di volontariato e di promozione sociale. Qualcuno ha parlato di un ritorno al tempo di Berlinguer ti voglio bene…credo, invece, che non sia un’operazione nostalgia. Ma un duplice, importante, messaggio: il primo è che l’alto profilo della politica non vuole spettatori passivi davanti ai teleschermi ma dialogo diretto. Il secondo è che (lo sostengo da molti anni) il mondo dell’associazionismo e del volontariato sono considerati solo erogatori di servizi; dovrebbero, invece, avere un ruolo significativo nell’individuazione delle strategie e della decisione delle linee d’intervento. Perché al darwinismo sociale che esorta a salvarsi da soli, dobbiamo contrapporre il motto brechtiano “tutti o nessuno ci salveremo”.