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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - SETTEMBRE 2010

                     3/10/2010 - TUNNEL TAV VALDISUSA

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PERCHE’ TAV in VAL di SUSA e PERCHE’ DUE TUNNEL TAV di 7,5Km sotto FIRENZE ?


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ientrando da una permanenza di alcuni giorni nella Valle delle mie origini e avendo notato lungo le due statali che la attraversano (oltre alla Dora Riparia, alla Ferrovia Storica del Frejus e alla Autostrada A32 con sei corsie: il tutto in circa 1 Km di larghezza), avendo notato, dicevo, un garrire continuo di bandiere e gonfaloni appesi ai pali dell’illuminazione, recanti semplicemente la scritta NO TAV, ho sentito la necessità di fornire un contributo nel raccogliere alcuni pensieri “di parte” e divulgarli nel nostro ambito, per amore dell’informazione, visto che tali particolari notizie NON vengono prese in considerazione da molti militanti di sinistra né dalla stampa né tanto meno dalla TV, media che ci dicono NON abbiano alcuna influenza sulla formazione dell’opinione pubblica, specie in campagna elettorale.

PERCHE’ TAV in VAL di SUSA? ( o Treno Alta Capacità TAC come viene denominato ora)
Da anni giornali, telegiornali e partiti politici sostengono con una propaganda martellante l’utilità di costruire una gigantesca opera pubblica, una ferrovia in gran parte sotterranea tra Torino e Lione, con una motivazione tanto pressante quanto vaga: “Non restare tagliati fuori dall’Europa nel trasporto merci”.
Eppure la Torino-Lione è una ferrovia già oggi esistente, semivuota e dal traffico in calo.
Il traffico merci effettivo sulla linea attuale è sostanzialmente stabile da trent’anni e anzi già dal 2000 al 2005, ben prima della crisi economica, era in netto calo e, anche ipotizzando che il traffico riprenda a crescere linearmente, la linea attuale è sufficiente fino al 2065! La previsione di traffico fornita dai promotori del TAV per giustificarne la costruzione è di una crescita esponenziale assolutamente priva di credibilità e già smentita dai fatti. Secondo loro, già ora la linea attuale doveva essere pressoché satura, e invece è usata per un quarto della sua capacità (4,8 milioni di tonnellate contro 20 di massimo). Le loro stime sono basate sull’idea che il PIL cresca all’infinito e che tale crescita si basi sull’incremento della produzione e della circolazione di merci voluminose: vi sembra una prospettiva credibile? Sembra più credibile la prospettiva, sotto gli occhi di tutti, di un’Italia in cui le merci prodotte calano continuamente, e in cui l’economia si sposta verso i servizi e le nuove tecnologie, riducendo le necessità di trasporto pesante.
Talvolta i promotori del Treno ad Alta Capacità dicono che la linea servirebbe a “togliere i TIR dalle strade”. Ma se l’obiettivo fosse quello di eliminare i TIR, lo si sarebbe già potuto realizzare: la linea attuale è sottoutilizzata e nulla vieta di introdurre divieti e contingentamenti al transito dei TIR dal Frejus. Il motivo per cui non lo si fa è sia politico che economico: non solo la lobby dell’autotrasporto è fortissima e ben radicata in entrambi gli schieramenti politici, ma per le necessità dell’industria italiana in molti casi è economicamente impossibile spostare le merci su ferro, essendo caratterizzata da grande frammentazione, da scarsa organizzazione logistica e da capannoni situati in mezzo alla campagna.
Anche se lo si volesse fare, comunque, la capacità della linea attuale è sufficiente: anzi, perché non lo facciamo subito? Così i nostri politici ci dimostrerebbero che il rischio di costruire un’opera gigantesca per poi vederla giacere inutilizzata mentre i TIR continuano a sfrecciare sull’autostrada non è così realistico come ci sembra. Per non parlare del fatto che, contemporaneamente al TAV, i nostri ineffabili politici hanno cominciato a ventilare il raddoppio del tunnel autostradale del Frejus.
Qui stiamo parlando di spendere circa 20miliardi di euro (oltre 4 volte il Ponte di Messina) per risparmiare forse un’ora (la velocità dei treni nel tunnel, passeggeri compresi in quanto accodati ai merci, sarebbe di 100-120 km/h) su merci che viaggiano per giornate; non è credibile che questo faccia differenza sulla competitività delle nostre merci.
Molto ci sarebbe da dire sui rischi ambientali del opera: la costruzione del TAV in altre parti d’Italia (es. Mugello) ha regolarmente distrutto decine di falde acquifere (togliendo l’acqua a centinaia di famiglie), e lo stesso rapporto COWI commissionato da Unione Europea e LTF denuncia la perdita sicura di acqua nel caso di realizzazione di gallerie nel massiccio dell’Ambin. Questa perdita sarebbe pari al fabbisogno di 1.000.000 di persone ogni anno, per sempre.
Interferire con la falda acquifera ha anche un altro effetto: le fondamenta delle case vengono spinte di qua e di là seguendo gli spostamenti profondi del terreno, anche a centinaia di metri dal cantiere, e le case si sbriciolano. Questo e’ puntualmente successo nelle case di via de’Carracci a Bologna, dove stanno scavando il tunnel della TAV che attraverserà la città e i lavori sono stati protratti per altri due anni.
In questi giorni sono arrivati ai Comuni della Val di Susa gli elaborati sui nuovi progetti della linea ad alta velocità: e si scopre che 770 abitazioni sono da abbattere, con tanto di foto e schede accurate, realizzate senza che neanche un proprietario sia stato avvisato o quantomeno informato della schedatura o della fotografia della propria casa!! Altro che NIMBY!!
E in Val di Susa tutti a chiedersi: ma qual è la ragione VERA per la quale i SI TAV si battono con tanta veemenza a favore, a parte il grande business…e le ricadute sui gruppi di potere economico e politico?


Fernando Romussi