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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - SETTEMBRE 2010

                     3/10/2010 - LAVORO: SETTEMBRE NERO

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Un settembre nero per il lavoro

Settembre. Finite le ferie di agosto, il lavoro è ripreso. Ma si fa per dire. Le aziende hanno riaperto i battenti ma nella maggioranza restano nuvole pesanti.
Mezzo milione di posti in bilico. La ripresa è debole e incerta. L’Italia è imprigionata dalla cassa integrazione e dalla mobilità (dati Inps sulla cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga). Segni di ripresa al momento non ci sono. L’altro versante riguarda una serie di aziende in crisi che hanno aperto tavoli al Ministero dello Sviluppo e qui investe una vastissima quantità di aziende dei vari settori quali: Mariella Burani, Antonio Merloni, Golden Lady, Ideal Standard, Tirrenia, Natuzzi, Fincantieri, Fiat, Sain Gobain, Elettrolux, pepsi, Italtel, Nokia, Ilva, Itierre, Luccini-Severstal, Legler, per citare le maggiori. Un grosso pezzo dell’industria italiana. Come non ricordare le piccole aziende attraversate dalla crisi, ma che non fanno notizia. C’è un motivo specifico per occuparsi di queste situazioni? Certamente, in quanto riguarda le tante famiglie e investe tutti noi e il nostro spazio sociale, quello della più larga e incontenibile comunità nazionale.
È la stagione del sistematico ricorso alla cassa integrazione che ha registrato nella prima metà dell’anno l’aumento del 600 per cento, che ha mandato a casa più di un milione e trecentomila lavoratori (come non ricordare una’azienda a noi vicina la “Brunelleschi” di Sieci, che al momento non vede uno sbocco aziendale).
Si è aperto un nuovo, disgraziatissimo tempo in cui la logica del secco profitto ha completamente dimenticato gli uomini. Gli uomini – operai, impiegati, lavoratori a qualsiasi titolo – non sono solo «strumenti per produrre» alla stregua delle macchine operatrici.
Gli uomini e le loro famiglie (le loro vite) debbono essere trattati con la dignità richiamata dalla carta costituzionale.
Mentre, è di tutta evidenza che la globalizzazione del mercato (e della produzione) produce delocalizzazione ed espianti di attività produttive, è altrettanto evidente che ciò dovrebbe interessare il governo del Paese. Questa maggioranza invece è in risse continue e fibrillazioni per contrasti interni, non capibili dalla gente comune e da chi è coinvolta da questa crisi, i giovani disoccupati, i precari ecc.. Questa maggioranza è solo interessata alla sopravvivenza del “Berlusca”.
Nessuno può sottrarsi al dovere di capire le vere ragioni della crisi a cui conseguono le chiusure degli stabilimenti, che ha investito il nostro paese. Le forze politiche tutte, dovrebbero impegnarsi per trovare rimedi a questo stato di fatto, per il rilancio del lavoro nel nostro Paese. L’esasperato liberalismo porta all’aberrazione sociale: qualcosa che va combattuto con ogni legittimo strumento, da parte del governo e da tutte le forze politiche italiane.
In questo frangente la sinistra e in modo particolare le forze che si rifanno al socialismo democratico devono prendere l’iniziativa per contrastare questa deriva e per ridare dignità e sicurezza al lavoro in tutte le sue espressioni.