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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2003

                     21/3/2003 - CONTRO LA GUERRA di A.F.

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La caduta del muro di Berlino e più concretamente la fine del ruolo dell’Unione Sovietica ha riunificato un mondo che dalla fine della seconda guerra mondiale era diviso in due rigidi blocchi contrapposti . La paura reciproca, ma anche gli interessi reciproci, avevano mantenuto una situazione di pace armata, di guerra fredda, di conflitti locali tollerati dalle due grandi potenze, perchè non spostavano sostanzialmente gli equlibri esistenti.
La scomparsa di una delle due superpotenze e la mancanza di un’alternativa rispetto alla superpotenza americana, economica e militare, ha fatto gridare alla pace, ha ridotto nelle coscienze degli individui il senso di allerta e di pericolo che era stato presente negli ultimi 50 anni, ha abbassato i toni della politica, ma anche il ruolo, i personaggi e le istituzioni della politica, a tutto vantaggio dell’economia che è diventata la vera grande potenza del mondo. La globalizzazione dell’economia e delle tecnologie comunicative (televisione ed internet) ha impresso una improvvisa accelerazione ed una grande instabilità rispetto agli interessi consolidati ed a quelli emergenti, ha messo in evidenza i drammi del mondo, la miseria, le crudeltà, le barbarie, le malattie, gli integralismi etnici e religiosi, le tragedie dell’emigrazione, il razzismo.
Un decennio di economia liberistica, sostanzialmente senza vincoli e mediazioni sociali e politiche di rilievo, non ha avviato a soluzione nessuno dei grandi problemi mondiali e certamente ha tolto a tutti i poveri del mondo una cosa fondamentale: La speranza.
Si, la speranza, perché su questa parola hanno lottato in tanti nel mondo, nel miraggio di una giustizia promessa dai comunismi, mentre altri hanno creduto nel sogno americano, il liberismo economico che avrebbe reso giustizia a tutto ed a tutti
Poi c’è stato l’11 settembre.
Abbiamo avuto la conferma di quanto sia vulnerabile la nostra società, quali pericoli siano presenti e reali, quanti altri siano possibili, con armi micidiali, dalle atomiche, ai gas, ai batteri, alla probabile portata di tanti terrorismi. I terroristi, quelli operativi, come è sempre successo, sono certamente un numero esiguo, ma sono in grado, come hanno dimostrato, di fare danni paurosi ed ancora di più e di peggio potrà succedere se si salderanno gli interessi del terrorismo con quelli degli Stati e delle dittature che si pongono il fine di rovesciare l’attuale equilibrio mondiale.
Pur con tutte le semplificazioni possibili e con le approssimazioni con cui abbiamo introdotto questi argomenti, ci sembra che dobbiamo prendere atto che questa è la situazione attuale e che si debba rapidamente ragionare di nuovo in termini politici su soluzioni da costruire per avviare possibili scenari positivi.
I tempi sono ormai così stretti che sembra quasi impossibile parlare di soluzioni da costruire, eppure mai come ora siamo stati di fronte ad un movimento di cittadini di tutto il mondo che chiedono PACE. Mai era successo che milioni e milioni di persone dimostrassero per le strade in tutto il mondo in modo spontaneo, mai era successo che un’autorità morale e religiosa come il Papa dei cristiani dichiarasse e operasse in modo così deciso in difesa della PACE.
Con questi sostegni tutto è possibile, anche la PACE.
Purtroppo la classe dirigente di tanti Paesi non è oggi una classe politica, bensì una classe di affaristi eletta attraverso lobby economiche. Così è oggi negli Stati Uniti dove Bush rappresenta l’espressione dei petrolieri e dei fabbricanti di armi, così come in Italia dove Berlusconi «è sceso in campo» solo in difesa dei propri interessi. Personaggi pure eletti dai cittadini, quindi legittimati, ma non per questo capaci di governare oggi questo mondo.
Cosa fare.
Siamo contrari alla guerra e doppiamente contrari alla teoria della guerra preventiva, prima l’Irak, poi la Siria, poi l’Iran, poi la Corea del Nord perché ogni guerra alimenta nuovi terrorismi, colpisce i cittadini innocenti, provoca nuove miserie.
Siamo contrari a chi dichiara la guerra per portare le proprie libertà – siamo contro gli egoismi e le prepotenze dei più forti.
Siamo contro ogni terrorismo, contro tutti i Bin Laden e tutti i dittatori senza se e senza ma.
Siamo amici dell’America e dei cittadini americani, per quello che hanno rappresentato e per ciò che siamo certi saranno in grado di esprimere, ma quando i cittadini di tutto il mondo chiedono PACE, se i Governi non riescono a recepire questo mandato, vuol dire che c’è una carenza di democrazia sostanziale, in America, come in Italia, come in Inghilterra, come in Spagna.
Siamo convinti che l’America può fare molto, sul piano politico, diplomatico, economico, per stabilire una pace duratura fra Israele e Palestina e nei Paesi del Golfo e del petrolio, con una politica di saggezza, insieme e con l’Europa
Siamo convinti che occorre potenziare gli strumenti e le istituzioni che ci siamo dati a tutela degli interessi internazionali, come l’ONU
Condividiamo i richiami del Presidente Ciampi ed il riferimento alla nostra Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti
Siamo convinti che la PACE è un impegno e non c’è Pace senza una politica che riesca a distribuire equamente le ricchezze ed a far prevalere la tolleranza sull’odio e le vendette.
Anche il nostro Paese, Pontassieve, ha risposto con grande slancio alla marcia per la Pace che si è fatta sabato 22 febbraio; bandiere arcobaleno, gonfaloni dei Comuni (Pontassieve-Pelago e Rufina) bandiere e rappresentanze di Associazioni, Partiti, Circoli, Scuole e studenti. Adesso è previsto di costituire un Comitato permanente per la PACE.
Il nostro Circolo ha aderito alla marcia e certamente aderirà al Comitato, come pure continuerà attraverso questo giornale Laburista notizie a dare testimonianza di PACE.

A.F.