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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - DICEMBRE 2010

                     14/12/2010 - PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA 1

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Acqua: 1.400.000 firme e Comitati Contro il Referendum: le contraddizioni del PD


I
n questa fase di auspicabile prossima fine del nostro “quasi 2° ventennio”, è con sincero e sommo dispiacere che si debbano registrare ancora una volta le difficoltà del PD di essere coerente nel suo ambito rispetto a una decisione politica così importante per tutta la popolazione italiana come la gestione dell’ACQUA. E come venga dimostrata in pratica la difficoltà di tenere assieme tante anime con obbiettivi politici diversi e non ci fa piacere poter dire che lo si era previsto nel deserto.
Dopo l’appoggio di alcuni esponenti del PD alla Campagna di raccolta firme per i Referendum CONTRO la Privatizzazione dell’Acqua (Franceschini, Finocchiaro e altri), ecco ora spuntare l’anima “privatistica” degli esponenti del Partito che, interessati allo status quo delle Società Miste (e finte Pubbliche) prendono a spunto la Proposta di Legge del PD in merito alla regolamentazione della gestione dell’acqua, per usarla come arma CONTRO i Referendum. Costoro si denominano:
AcquaLiberAtutti
(Area di Mobilitazione Contro i Referendum per la Nazionalizzazione dei Servizi Idrici)

mentre un altro gruppo del PD
Democratici per l'acqua pubblica
Scrivono una lettera a Bersani per chiedere esattamente l’opposto: l’appoggio ai Referendum.

Ma andiamo per ordine.
1 - Proposta di Legge del PD 21 ottobre 2010
Il testo presentato oggi dal segretario democratico Pier Luigi Bersani si intitola "Disposizioni per il governo della risorsa idrica e la gestione del servizio idrico integrato", e nei suoi 16 articoli, oltre a ribadire che "l'acqua è un bene comune dell'umanità" e che "tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal suolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa... inalienabile del demanio", propone la costituzione di una authority nazionale delle acque, la creazione di assemblee territoriali dei sindaci per definire obiettivi e investimenti, l'introduzione di una tariffa sociale per le famiglie meno abbienti.
Il più grande partito di opposizione è critico verso il decreto legge del 2008 - - poi diventato legge nel 2009 -- che porta il nome del ministro delle Politiche comunitarie, il finiano Andrea Ronchi affermando che esso ha introdotto una "privatizzazione forzata del sistema idrico integrato" e "l'espropriazione dei Comuni".
Il partito di Bersani non ha però sostenuto il referendum "per l'acqua pubblica" che punta ad abrogare una serie di articoli della normativa attuale e che nei mesi scorsi ha raccolto 1 milione e 400mila firme.
"Noi pensiamo che nell'iniziativa referendaria ci sia un messaggio importante e giusto, quello del no alla privatizzazione dell'acqua - ha detto oggi Bersani in conferenza stampa - ma l'iniziativa non è in grado di definire un esito normativo utile a dare razionalità al sistema idrico".
Di qui - e anche nel timore che, come successo per gli ultimi anni, non si raggiunga il quorum - la decisione del Pd di presentare la proposta di legge che in ogni caso, come ha ribadito il capogruppo democratico alla Camera, Dario Franceschini", recepisce "lo spirito" del referendum.
"Vediamo se nella maggioranza qualcuno si ravvederà, parlando dello sforzo per cercare in Parlamento una maggioranza attorno alla proposta di legge.
Il Pd non ha comunque ancora deciso se sostenere il referendum, nel caso in cui la sua proposta fosse respinta. "La direzione si dovrà riunire e decidere", ha detto Bianchi, aggiungendo che una decisione della Corte Costituzionale sull'ammissibilità dei tre quesiti referendari è attesa per febbraio 2011.
Lo stesso giorno è uscito un Comunicato del Comitato:
AcquaLiberAtutti
(Area di Mobilitazione Contro i Referendum per la Nazionalizzazione dei Servizi Idrici)
posta in essere da esponenti del PD -tra cui il Coordinatore Area Welfare PD, Amministratori Pubblici, Manager di Aziende Partecipate nell’Ambito dei Servizi Idrici e personaggi in sospetto di conflitto di interessi per aver gestito/gestire come Amministratore Delegato aziende semipubbliche (DESIGNATI dal Partito).

2 - Comunicato di AcquaLiberAtutti - 21 ottobre 2010

DAL PD UNA PROPOSTA CHE TAGLIA LE GAMBE AI REFERENDUM
No alla privatizzazione dell’acqua, sì invece a una tariffa sociale, a investimenti e a una migliore infrastrutturazione e depurazione. Il Pd ha presentato oggi a Roma una proposta di legge in favore della pubblicizzazione dell’acqua per quanto riguarda la responsabilità, contemperata dalla presenza dei privati.
“Per il Partito Democratico l’acqua e’ un servizio a rilevanza economica e può essere gestita da privati. Questo c’e' scritto nella proposta presentata stamattina: il Pd di fatto si schiera contro i referendum truffa. Anche il Partito Democratico, quindi, prende atto che l’acqua deve gestirsi in maniera industriale e che gli investimenti vanno finanziati con la tariffa e non con nuove tasse. Oggi si consuma la Caporetto dei referendari e dei comitati per la statalizzazione dell’acqua. Speriamo in un confronto bipartisan per far fallire i referendum. La proposta del Pd va in questa direzione”.
I nostri no ai referendum sul servizio idrico per un’Italia moderna. Quelli che una certa Italia propaganda come referendum contro la “privatizzazione dell’acqua” rischiano di essere la più grande bufala mediatica del dopoguerra. Nessuna legge, in Italia, ha privatizzato l’acqua e nessun Governo o Partito politico intende proporre una misura di questo tipo. Le attuali norme prevedono che, ferma restando la proprietà pubblica dell’acqua e delle reti che la portano dalla fonte al rubinetto, la gestione dei servizi sia gestita in un quadro di libero mercato. Le tariffe, secondo la legge, sono stabilite dagli enti locali, secondo leggi regionali che si ispirano alla normativa nazionale, come recentemente ribadito dalla Corte Costituzionale. L’ideologia deve stare fuori dall’organizzazione del servizio idrico e lasciare spazio ad un sano pragmatismo: oggi le società che gestiscono l’acqua con assetto privatistico e quotate in borsa chiudono tutte in utile, restituendo ai comuni che ne sono soci importanti dividendi che vengono utilizzati per finanziare la cultura, i servizi sociali, le opere pubbliche.
Diciamo sì ad una sana concorrenza, in linea con le indicazioni della Unione Europea, che finanzi gli investimenti, contenga i costi e migliori il servizio di gestione idrico.
E pochi giorni dopo esce questa nota indirizzata a Bersani da parte di un gruppo di giovani del PD

3 - Democratici per l'acqua pubblica - Lettera a Bersani - 25 ottobre 2010
La nostra iniziativa ha l’obiettivo di invitare il PD nazionale a prendere posizione per il SI su tutti e tre i quesiti referendari referendum. E' un'iniziativa che parte dalla base del PD. E’ inoltre necessario avviare una riflessione non ideologica sui beni comuni a partire dall’acqua e la loro gestione. Le questioni legate agli investimenti, ai diritti e alla tutela del cittadino devono essere tutte risolte. Dobbiamo incominciare a farlo tutti insieme. Acqua Pubblica, un chiaro SI ai Referendum se il Parlamento non abroga il Decreto Ronchi
“Caro Segretario, siamo un gruppo di militanti ed elettori del Partito Democratico che ha appoggiato la campagna per la raccolta delle firme a favore dei referendum sull’acqua pubblica. Abbiamo apprezzato la presentazione della proposta di legge del PD per una radicale riforma del servizio idrico. Ci convince soprattutto la ribadita natura di bene pubblico dell’acqua e degli impianti idrici, il ruolo decisivo assegnato alle comunità locali, l’attenzione all’efficienza del servizio e alla tutela dei cittadini. L’acqua che vogliamo deve essere, infatti, pubblica, efficiente e giusta. Sugli altri aspetti della legge, porteremo nel dibattito annunciato dal PD un nostro contributo più specifico di idee e proposte, con spirito aperto e costruttivo, critico dove necessario. Siamo convinti che un confronto di questo tipo non potrà che migliorare il contenuto della proposta di legge e la stessa efficacia dell’azione politica del PD. Ti chiediamo, però, alcune parole semplici e prive di ogni possibile incertezza sui referendum. Occorre dire in maniera netta che se il Parlamento non abrogherà il Decreto Ronchi, riaffermando la natura ed il controllo pubblico della risorsa “acqua”, il Partito Democratico appoggerà convintamente il SI ai referendum abrogativi per l’acqua pubblica, impegnandosi con tutto il suo peso politico ed organizzativo. Questa è la questione politica essenziale su cui è necessaria assoluta chiarezza. Certi che anche tu comprenderai l’importanza e la necessità di una risposta altrettanto chiara, ti porgiamo i nostri più fraterni saluti”. Democratici per l’acqua pubblica -

E infine ci pare corretto riportare anche il Comunicato dei Promotori dei Referendum
(vedi successivo aticolo PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA 2)
Fernando Romussi