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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - DICEMBRE 2010

                     14/12/2010 - IL DETERRENTE

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di Mauro Messeri
Un potente deterrente: La certezza della pena


Un interessante editoriale su “Polizia moderna“, rivista ufficiale della Polizia di Stato, accenna, tra le altre cose, alla drammatica questione della criminalità in generale, sottolineando comunque la costante aspettativa di ogni cittadino, nonostante tutto ancora fiducioso in una giustizia che lo tuteli incondizionatamente confidando nelle forze dell’ordine. Infatti, profonda è l’amarezza quando qualche “mela marcia” all’interno dei corpi di polizia tradisce questa fiducia, non solo del cittadino ma anche delle Istituzioni. Altrettanto sgomento lascia vedere spesso tornare in libertà, magari per qualche cavillo giuridico - burocratico peraltro previsto dalla legge, malavitosi che si sono macchiati di gravi reati dopo un irrisorio tempo di detenzione e la realtà palese è che ciò avviene sempre più frequentemente.
Agli occhi dell’opinione pubblica, molte sentenze appaiono troppo spesso a senso unico, sottovalutando le sofferenze delle parti lese costituitesi. Quello che la gente e gli stessi operatori di polizia chiedono è la certezza della pena. Eppure prima di arrivare ai processi ci sono degli sforzi notevoli da parte degli investigatori e di altri settori delle forze dell’ordine che, purtroppo, lavorano spesso con mezzi inadeguati, con organici ben al di sotto della quota prevista. C`e´voluto uno sciopero con relativo corteo dinanzi a Palazzo Chigi degli agenti della Polizia di Stato, per richiamare il Governo alle proprie responsabilità e far ritagliare dal Bilancio solo una quota parte di quanto previsto. Intanto i cortili delle Questure sono pieni di automezzi fermi per guasti e necessita di pezzi di ricambio in sostituzione…... Ed ancora, il numeroso materiale per indagini da vagliare e verificare resta fermo troppo a lungo perché il personale per poterlo fare è insufficiente: tali affermazioni sono di un segretario nazionale del Sindacato di Polizia, in risposta alle tesi del Ministero degli interni, sulla impossibilità a svolgere un controllo del territorio per 24 ore con carenza di forze in organico.
Una delle più collaudate democrazie del mondo, gli Stati Uniti d’America, come la stessa “Polizia moderna” rileva, ha, come e’ facile immaginare grossi covi di criminalità, tuttavia, con il motto californiano “tre colpi e sei dentro” in questi ultimi anni città come Washington, New York, S. Francisco, Houston e Miami, hanno quasi dimezzato il numero dei reati.
Il malfattore mette in conto la certezza che -se catturato- sconterà per intero la condanna prevista dalla Corte. Si tratta in sostanza di ciò che in Italia viene chiamata “certezza della pena”. Negli USA gli esperti assicurano trattarsi di un potente deterrente per chi ha intenzione di delinquere, assalito dalla paura. È incomprensibile capire perché sia così difficile percorrere la stessa strada anche in Italia. Il Governo esca dalle solite affermazioni per muoversi nel campo della sicurezza concretamente, dando priorità al settore carcerario, dove, chi sta giustamente pagando il proprio debito alla società, non deve essere detenuto in condizioni animalesche in una società spesso dimentica del fondamentale principio della funzione rieducativa della pena per coloro che si trovano a scontarla…. Sovraffollamento, violenze, suicidi si aggravano a causa delle attuali condizioni di esubero di molti istituti di pena italiani, i quali somigliano sempre più spesso a quelli di un terzo mondo piuttosto che a quelli un paese civile. È superfluo dire che il problema non si risolve con amnistie a raffica, ma con investimenti per l’edilizia carceraria e soprattutto per il riutilizzo di alcuni stabilimenti in disuso con spese ragionevoli. Infine un occhio di particolare attenzione agli agenti di polizia penitenziaria e al loro impegno che sovente grava spesso sulle loro spalle al limite della sopportazione. Il Governo tace in merito al crimine in Italia, come si usa dire “ tutto va bene”, ma non ha taciuto a inizio dell’anno giudiziario il Presidente della Corte d’Appello di Roma con un drammatico quadro, denunciando apertamente la crescita di gravissimi reati come omicidi, rapine, violenze sessuali, furti ed estorsioni.
A questi non si può rispondere come ha fatto il Presidente del Consiglio con il solito tocco di demagogia, annunciando l’istituzione del cd. “poliziotto di Quartiere”; nella migliore delle ipotesi, infatti, anche in città mediamente grandi come Firenze, al massimo si mettono assieme quattro unità. Forse, permettetemi la provocazione, se il Presidente stesso cominciasse riducendo la propria scorta personale di quaranta uomini, si avrebbe un atto apprezzabile -quantomeno dal punto di vista dimostrativo- per tutti i cittadini del Paese……….; in una sola parola insomma, al Presidente del consiglio dell’attuale maggioranza, verrebbe spontaneo suggerire: meno culto della personalità e più fatti.
Emanare i primi provvedimenti concreti in tal senso, potrebbe essere l’inizio di una lotta al crimine certamente tutta in salita e tortuosa ma finalmente decisiva.