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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2003

                     21/3/2003 - AUGURI COMPAGNI di Rino Capezzuoli

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C’è un enorme tappo che blocca la sinistra nel nostro paese. Si chiama Democratici di Sinistra. Il 2002 si chiude con tante note negative ma anche con qualcosa di positivo. Le note positive sono quelle che hanno portato in piazza migliaia di persone coscienti del degrado in cui questo governo «impresentabile» anche se legittimamente votato sta precipitando il paese.
Dall’economia, alla giustizia, dal sociale, al lavoro si stà affermando con una serie di provvedimenti ad hoc il modello della giungla, la gerarchia del più forte e del più furbo.(Vedi la storia dei condoni ..) Sarebbero tanti gli esempi da portare ma non interessa esaminare in questa sede ciò che fà l’avversario, quanto piuttosto ciò che fà o dovrebbe fare per contrastare questa situazione la parte politica in cui mi riconosco , cioè la sinistra.
Il 2003 comincia da questa parte all’insegna dei «riformisti» che riformisti non sono e non possono essere, visto ciò che dicono e che propongono. Costoro dicono di voler fare le riforme senza il sostegno del movimento pur sapendo che nessuna riforma è possibile senza un forte ed attivo movimento. L’altro assunto è che «le riforme si fanno dialogando con l’avversario non partendo da posizioni radicalmente opposte..» I contenuti cioè devono essere «condivisi» quindi si deve e si potrà cambiare il meno possibile, meglio se si cambiano i sonatori e la musica resta la stessa…!
E’ chiaro che con questi riformisti.. il cavaliere può dormire sonni tranquilli. D’altra parte se domandate ai nostri riformisti come intendono riformare ad esempio l’economia, il sociale, od altro riceverete mille ricette diverse tra loro. Il movimento aveva in piazza idee ben precise sul mercato, sulla solidarietà sulla globalizzazione, ecc.. e neppure su un punto essenziale come quello del no alla guerra le forze politiche del centrosinistra riescono ad essere unite ed a far proprie e dare uno sbocco politico alla protesta. Un tempo si diceva «dalla protesta alla proposta» oggi gli estremisti sono coloro che fanno le proposte, la protesta per ora, se è non violenta, la si tollera, mentre si accetta passivamente un sistema che accresce la violenza e l’ingiustizia e fa della «guerra preventiva «il suo credo di politica internazionale. Tanto per capirci facciamo qualche esempio. L’inflazione si dice ufficialmente che è intorno al 2%, tutti sanno che è intorno all’8% (basta che andate a chiedere un piccolo prestito in banca.. tanto per fare similitudini…). I nostri riformisti non battono ciglio, non solo non contestano i dati cosa che permetterebbe di far emergere una parte delle disuguaglianze ed il modo con cui si allarga la forbice del tenore di vita tra chi ha e chi ha sempre di meno ma invece rincorrono il macchinista nel cercare soluzioni che soddisfino il libero mercato…
Altro esempio, la corsa alla privatizzazione della sanità e dei servizi sociali. Tutti sanno che con le privatizzazioni chi non paga non avrà servizi e non verrà curato (salvo casi di assistenzialismo paternalistico..) escludendo così a priori le fasce più deboli, bisognose, emarginate della società. I nostri riformisti anziché fare di questa battaglia contro la privatizzazione del sociale un principio di fondo per un programma alternativo, là dove sono al governo si adeguano mentre dovrebbero chiamare alla lotta contro queste assurde logiche.
Ma che c’entra il tappo dei Ds con tutto ciò ? La non scelta dei Ds tra centro e sinistra blocca ogni sbocco del movimento e rischia di sterilizzare ogni proposta ogni battaglia. Non si fanno proprie le istanze del movimento, si lascia Cofferati e la Cgil a fare la parte degli «estremisti» mentre l’avversario sguazza e distrugge quanto creato con tanti anni di lotte e di coerenze.(Guardate in che condizioni di sudditanza è ridotto il mondo del lavoro a forza di flessibilità e di deregulation) Anche la definizione di due linee politiche all’interno del centrosinistra una più di centro ed una più di sinistra è bloccata perché spaccherebbe in due i DS. Il centro sinistra così com’è non potrà tornare a vincere. Meglio dare riconoscimento a due schieramenti uno di centro e uno di sinistra, all’interno del centrosinistra che poi magari ,con gruppi dirigenti capaci, si alleano in fase elettorale e sicuramente gli elettori e l’opinione pubblica tornerebbero a capirci ed a sostenerci in modo più ampio. Concludendo ricordiamo inoltre che con questo sistema elettorale il centrosinistra può tornare a vincere solo con una componente di sinistra forte, altrimenti anche se andrà al governo sarà senza contenuti e senza cambiamenti.
Auguri compagni, che il 2003 porti consigli, buon senso e…. sinistra !!