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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2003

                     21/3/2003 - L’»Avanti!» profanato: nostalgia di una gloriosa testata. di Mauro Messeri

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L’»Avanti!» è tornato in edicola. Al piacere di rivederlo si contrappone la delusione di trovarlo collocato nell’area del Centrodestra. Pur non essendo mai stato organico al vecchio PSI, ma sempre militante nella sinistra cattolica, vado con la memoria degli anni ’50, in Casentino, dove un mio zio era segretario di una sezione socialista e lo aiutavo a diffondere i buoni-sostegno al giornale del partito - ricordo la cifra di 20 Lire! - . Quante speranze per tanti lavoratori e pensionati desiderosi di un avvenire di pace e di giustizia.
A 17 anni, ero ai primi approcci della politica, rammento l’entusiasmo dei socialisti, che alle elezioni amministrative al comune di Stia, avvenute poco dopo il rapporto Kruscev sui crimini di Stalin al ventesimo Congresso dell’URSS, la poderosa avanzata del PSI sul PCI, che assicurò ancora per molti decenni un Sindaco socialista, in giunte di sinistra, al paese casentinese. Di tutto questo l’»Avanti!» ne fu attento protagonista.
Stia, è giusto ricordalo, è medaglia al valore per la lotta di liberazione per aver subito la strage nazifascista di Vallucciole e la fucilazione di un gruppo di giovani partigiani tosco-romagnoli tra cui il fratello di Luciano Lama.
Come si può pensare di cancellare 106 anni di storia di un partito e del suo giornale: e quale storia! L’opposizione al fascismo negli anni ’20, la resistenza, la battaglia per la repubblica e per l’affermazione del primo centrosinistra negli anni ’60, con Pietro Nenni, leader di indiscusso senso dello stato. I timidi passi verso i progressisti della D.C. Amintore Fanfani e Aldo Moro per la edificazione di un paese che avesse a cuore, oltre alla ripresa industriale e post-bellica, una particolare attenzione allo stato sociale in favore delle masse popolari che per prima volta nella loro storia si sentivano rappresentate al governo della nazione.
Ne è passata di acqua sotto i ponti, molte cose sono cambiate e non certo tutte in meglio, c’è anzi una gran voglia di restaurazione in vari ambienti politici di maggioranza e industriali.
Tuttavia una cosa deve essere ben chiara nella mente non solo dei socialisti ma di chiunque abbia a cuore la storia e l’avvenire della sinistra italiana: l’»Avanti!», la prestigiosa testata che fu di Filippo Turati, Ignazio Silone, Giacomo Matteotti e Sandro Pertini - mi perdonino i compagni se non è possibile nominare tutti coloro che fecero grande il PSI e il giornale prima della recente bufera - non può che collocarsi nel lineare solco della sinistra italiana.
Il quotidiano socialista, durante il ventennio fascista, in clandestinità, è stato punto di riferimento per tanti militanti passati per i tribunali speciali e successivamente combattenti per la libertà.
Esso è stato uno degli artefici incancellabili per l’affermazione della democrazia repubblicana e della libertà nel nostro Paese.
Diceva sovente Pietro Nenni: «Per esistere, al Partito Socialista, bastano una segretaria e l’Avanti!». Per la prima il problema è risolvibile, per il giornale........ La risposta è lasciata ai tanti socialisti coerentemente schierati, qua e là, nel centro sinistra italiano.