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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2011

                     28/2/2011 - RAI OGGI

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La RAI oggi: tra luci ed ombre.

Mauro Messeri

A
lmeno per chi di noi si occupa di informazione televisiva, c’è francamente da rimanere perplessi: la RAI, servizio pubblico, non naviga certo in acque tranquille per essere eufemistici. Tuttavia, il Direttore Generale Mauro Masi ostenta, o meglio mistifica, grande ottimismo e continua a confortare i cittadini, dimentico del fatto che per primo proprio il Governo Berlusconi non ha fatto niente per fronteggiare i casi più urgenti ed anzi ha disatteso una legge di stato che lui stesso aveva invece fortemente voluto .
Per l’Azienda RAI infatti, si assiste ad una sistematica violazione di questa legge - voluta ripeto dalla stessa maggioranza ed approvata anni orsono - (legge Gasparri dal nome del ministro) che prevedeva la fusione tra RAI e la RAI Holding. Tale provvedimento normativo del 2004 - in particolare all’art. 21 comma 3 - prevedeva che “ ……entro 4 mesi dalla fusione, si sarebbe dovuto avviare il procedimento per l’alienazione della partecipazione dello Stato nella RAI ….mediante offerta pubblica di vendita”. Ebbene, siamo ormai al 2011 e tale principio della legge - sotto altri aspetti invece del tutto discutibile almeno a parere di chi scrive - giace del tutto disatteso …. Premetto che personalmente sono decisamente contrario alle privatizzazioni di enti tipo il servizio pubblico radiotelevisivo rappresentato dalla RAI perché, come si e’ dimostrato in altri importanti settori, tale privatizzazione un po’ “all’italiana”, rischiano di non apportare alcun vantaggio reale ne’ ai singoli ne’ alla collettività.
Nella grave crisi RAI poi, c’è poi ancora il pesante deficit aziendale, dovuto, tra le altre cose, anche ad una scandalosa evasione del canone; centinaia di milioni di euro vengono a mancare allo stato esattore e alle casse dell’azienda RAI, oberata per di più al momento dalle spese per il digitale terrestre e, nonostante che molte siano le battaglie per il tentativo di recupero, la percentuale di evasione resta ancora altissima specie se confrontata con le medie europee ( dove peraltro in molto Paesi l’importo del canone e’ ben più elevato del nostro). Incredibile è stato il comportamento del Presidente del consiglio in merito, il quale ha dichiarato che anche lui, allo stato delle cose, il canone tv non lo pagherebbe…… Da sempre sostengo che simili atteggiamenti palesino irresponsabili gravità, tenendo conto che le esternazioni di un premier non hanno ne’ possono avere la stessa valenza sociale di quelle di un qualsiasi cittadino. Lo stesso ministro dello sviluppo economico, On. Romani del PDL, insieme ad altri deputati di maggioranza, ha ribadito che il pagamento del canone dovrebbe essere come l’ENEL e quindi addebitato direttamente in bolletta come appunto un contratto di fornitura elettrica; ma anche questa al momento resta solo una proposta.
Tra le cose liete invece per l’Azienda, vogliamo ricordare che si è celebrato nell’anno appena conclusosi, il 60 esimo anniversario della terza rete radiofonica di Radiorai, 1 Ottobre 1950 – 1 Ottobre 2010, che quel mitico direttore generale che fu allora Salvino Sernesi - insieme ad un folto gruppo di tecnici- volle costituire nonostante le rovine della guerra: questa e’ la miglior garanzia per un effettivo pluralismo. Sono d’accordo con Marino Sinibaldi, direttore di RAI Radiotre, quando dice “ da noi, tutti si esprimono con civiltà e rispetto, perfino i più schierati…” ed ancora con orgoglio continua “…………da noi si approfondiscono con trasmissioni del tipo ‘ Tutta la città né parla’, temi scelti prima di tutto dal pubblico…” e le reazioni che riscontriamo tra gli ascoltatori sono di piacevole stupore perché al pubblico non piace essere legato solo all’informazione ufficiale. Radiotre diviene dunque una vera e propria “istituzione” per la promozione culturale, un bel modo alternativo al linguaggio fatto più di slogan che caratterizza la TV, per svolgere comunque e degnamente servizio pubblico.
Su questi interrogativi per il futuro dell’azienda RAI si possono aprire spazi di effettivo miglioramento solo se riteniamo che è estremamente importante la presenza nell’etere di un servizio pubblico adeguato ai tempi che stiamo vivendo.