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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2011

                     28/2/2011 - Un semplice elenco

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di Eriprando Cipriani

Da quando è scoppiato il "Ruby-gate", ci troviamo ad assistere ad una fase del percorso politico di Silvio Berlusconi che da più parti viene indicata come quella finale. Si moltiplicano le condanne di cotanta immoralità: persino la leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha voluto prendere pubblicamente le distanze dal Presidente del Consiglio.
Il 22 gennaio si è infatti sentita in dovere di sottolineare in TV che esiste «un'altra Italia, [fatta] di tanta gente che va a letto presto, si sveglia presto, lavora seriamente, fa impresa seriamente, donne che si impegnano. C'è un'altra Italia che non appare e che bisogna promuovere». E questo nonostante che il Governo sia stato abbondantemente dalla parte di chi lei rappresenta, lasciando soli gli operai della FIAT, in balìa dei ricatti dell'amico Sergio Marchionne.
È quasi un gesto banale quello di ricordare che Al Capone fu arrestato per reati fiscali: mutatis mutandis, non ci stracceremmo certo le vesti se Berlusconi dovesse essere sconfitto a causa di un moto moralizzatore, anziché per una condanna politica.
Eppure ci appare utile proporre un semplice elenco - diviso in sezioni - di solo alcuni dei danni più vistosi fatti al nostro paese dalle varie legislature a maggioranza berlusconiana che si sono create in seguito alla "discesa in campo".

Prima sezione: dalla parte dei più forti.
Nessuno potrà mettere in dubbio che il connubio destra berlusconiana - Lega xenofoba abbia da una parte attratto i voti dei ceti meno abbienti (sapendo parlar loro "alla pancia" come si è sentito dire), per poi fare gli interessi di chi ha redditi alti e altissimi. Oltre, naturalmente, a quelli personali di Silvio.
Falso in bilancio. Siccome Berlusconi ha cinque processi in corso per falso in bilancio, il 28 settembre 2001 la sua maggioranza approva la legge-delega numero 61 che incarica il governo di riformare i reati societari. Il che avverrà all’inizio del 2002 con i decreti delegati che abbassano le pene o, addirittura, in alcuni casi, attuano depenalizzazioni.
Cirami. I difensori di Previti e Berlusconi chiedono alla Cassazione di spostare i loro processi a Brescia perché, sostengono, a Milano l’intero Tribunale è viziato da inguaribile prevenzione contro di loro. E, per oliare meglio il meccanismo, introducono il concetto di “legittima suspicione", attraverso la legge Cirami n. 248, approvata definitivamente il 5 novembre 2002. La Cassazione, nel gennaio 2003, respinge la richiesta di trasloco, ritenendo il Tribunale di Milano sereno e imparziale. Ma la legge c'è.
Maxi condono. La legge finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene il maxi condono. Lo Stato rinuncia a introiti rilevantissimi. Per rendersi conto dell'ordine di grandezza: Mediaset sana le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenzia delle Entrate pagandone appena 35.
Salva-calcio. Col decreto 282/2002, convertito in legge il 18 febbraio, la maggioranza berlusconiana consente alle società di calcio, quasi tutte indebitatissime, di ammortizzare sui bilanci 2002 e distribuire nei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Centinaia di milioni che spetterebbero allo Stato restano alle società "sportive".
Nuove aliquote fiscali e plusvalenze esentasse. Nel 2003 Tremonti vara una riforma fiscale che detassa le plusvalenze da partecipazione. A fine 2004 vengono abbassate le aliquote fiscali per i redditi dei più abbienti. Tanto si sta smantellando lo Stato sociale.
Si tenga presente che moltissimi sono stati i provvedimenti varati dalla maggioranza berlusconiana ma poi bocciati dalla Consulta: ad esempio, il lodo Maccanico-Schifani (2003) e il lodo Alfano (2008), coi quali si è tentato di introdurre l'immunità per alcune cariche istituzionali.
Seconda sezione: Il Porcellum. Democrazia? No grazie.
La legge nº 270 del 21 dicembre 2005 è la legge elettorale attualmente in vigore. È stata ideata principalmente da Roberto Calderoli, ma poi definita dallo stesso in un'intervista «una porcata». Per molti versi, essa è da considerarsi antidemocratica.
Liste bloccate. La legge consente ai partiti di presentare liste bloccate: gli elettori non possono esprimere preferenze. Si viene eletti, pertanto, in base a scelte e graduatorie stabilite dai dirigenti degli stessi partiti.
Premio di maggioranza: viene garantita la maggioranza assoluta alla Camera dei Deputati alla coalizione che ottiene la maggioranza relativa. Alle ultime elezioni la coalizione PDL-Lega Nord-MPA ha ricevutro il 46,8% dei voti, ma ha ottenuto il 55% dei Deputati. Anche per il Senato vige una regola analoga, ma impostata su base regionale.
Soglie di sbarramento: per ottenere seggi alla Camera e al Senato, occorre superare alcune soglie di sbarramento. Molti italiani sono, grazie a queste arbitrarie esclusioni, privi di rappresentanza politica.
Indicazione del capo della forza politica: la legge prevede l'obbligo di indicare il capo di ogni forza politica. Si è così introdotto il premierato dalla finestra, aggirando un difficoltoso cambiamento della Costituzione: per essa - e quindi a tutti gli effetti - la Repubblica Italiana resta una repubblica di tipo parlamentare. Eppure, Berlusconi può, grazie alla confusione creata dal sistema elettorale, continuare a dire: "sono stato eletto dagli italiani".

Terza sezione: c'era una volta il welfare (ora c'è Sacconi).
Tagli alle forze dell'ordine, tagli all'istruzione, tagli alla sanità, tagli alla cultura, tagli alla ricerca, tagli all'università. Tutte le finanziarie (e le leggi di stabilità dopo l'indispensabile cambio di nome) dei vari governi Berlusconi hanno presentato tagli sui bisogni della gente e alleggerimenti delle tasse sui redditi più alti. Ma c'è una perla:
"Riforma" Gelmini. È entrata in atto il 1º settembre 2009 per la scuola primaria e secondaria di primo grado, e il 1º settembre 2010 per la scuola secondaria di secondo grado . Dovrebbe chiamarsi "serrata Tremonti": ha lo scopo esclusivo di far risparmiare allo Stato tagliando sull'Istruzione. Prevede il taglio di 140.000 posti di lavoro in tre anni e l’espulsione in massa dei precari. Ma come rendere possibile tutto ciò? Semplice: grazie alla riduzione di ore di lezione, del numero stesso delle materie e degli insegnamenti, all'aumento (fino a 35) del numero di alunni per classe, privando del sostegno alcune numerose categorie di diversamente abili, e diminuzione dei fondi a disposizione delle singole scuole per le attività come quelle di recupero delle insufficienze. E chi volesse un'istruzione decente per i proprio figli? Se ha i soldi, può mandarli alle scuole private. Altrimenti, pazienza.
Ecco, un semplice elenco. Eppure per parlare (già, parlare) di voltare pagina ci voleva il Bunga Bunga.
Eriprando Cipriani