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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2011

                     28/2/2011 - Referendum Fiat

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Polpetta al cianuro per Marchionne,
ossia: Ancora una volta la stupidità della classe dirigente italiana di
Rino Capezzuoli

Ancora gli operai Fiat, ancora il Piemonte come 150 anni fa con l’unità Italiana, come negli anni 20 con l’industrializzazione e poi con la resistenza, la lotta di liberazione e la rinascita del dopo guerra, la lotta contro il terrorismo, la marcia dei 40.000 ed oggi, l’improprio referendum sull’investimento Fiat. o meglio sulla globalizzazione.
Gli operai Fiat ricattati, lasciati soli, hanno risposto, confezionando una polpetta al cianuro per la stupidità dimostrata nei loro confronti da Marchionne, da uno stato inesistente, da una mancanza di cultura industriale spaventosa.
Il 54% al si, 46% al no, dato per spacciato prima che questa storia cominciasse: i soliti Comunisti…. ideologizzati che dicono sempre no! Una sparuta minoranza…mai analisi è stata più sbagliata. come pure avvenne nei fatti del passato, come dimostra la storia. Il risultato è stato rovesciato dal voto dei 400 impiegati che non sono alle linee di produzione ed anche questo andrebbe ben esaminato. Questi sono comunque i dati incontrovertibili ed ora ? Marchionne è vincolato a fare l’investimento a Torino con una fabbrica che gli è più ostile di prima e comunque divisa, con ogni decisione che sarà più difficile da prendere e digerire,con relazioni industriali lacerate e con il rischio ingovernabilità accentuata. e comunque con la mancanza di una dirigenza capace di affrontare il futuro. ed i temi reali della globalizzazione che non sono ”solo” il limitare lo stato sociale dei lavoratori, cioè adeguare lo stato degli operai di Torino a quello degli operai cinesi cosa impossibile, perché il mondo marcia in senso inverso ma, quello di governare la globalizzazione. ponendo fine all’economia di rapina praticata fino ad oggi nei confronti delle popolazioni più povere del pianeta.
Quindi le strade possibili sono poche: la più semplice che aggrava i problemi è quella di continuare come adesso con qualche guerra regionale che periodicamente permetta ai soliti di arricchirsi ancora di più ed alla maggior parte di essere più povera.
Altra via è quella di mettere mano al cambiamento delle regole di mercato volontariamente ed incamminarsi verso una più equa ripartizione delle ricchezze e del benessere prodotto.
L’esperienze umane ci dicono che non sarà così, che il cambiamento ha bisogno di drammi e di intuizioni e di autoregolazioni costituite non volontariamente ma dai rapporti di forza economici sociali politici.
Alla base di tutto resta il diffondersi delle conoscenze e dei saperi e la possibilità di poterne usufruire da parte di tutti. Una nuova storia è in cammino ed in Italia è ripartita come tante altre volte da Torino, importante sarebbe esserne coscienti e ringraziare gli operai di Torino molti dei quali figli del sud.
Rino Capezzuoli