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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2011

                     3/5/2011 - CERAMICHE BRUNELLESCHI

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Il punto della situazione e le possibili prospettive


Questa breve introduzione riassume un po' la complicata vicenda.
La Brunelleschi delle Sieci è la più antica fabbrica di ceramiche d'Italia. Nata nel 1774, è l'ideatrice del cotto smaltato che, dopo un lungo successo nel mercato, negli ultimi 10 anni ha visto la sua storia subire numerosi momenti di difficoltà. Iniziando dal 2002 quando, dopo un periodo di cassa integrazione, venne ventilata l'ipotesi di trasferire l'azienda fuori dal comprensorio della Valdisieve. Sventato tale pericolo, nel 2003 l'azienda subisce un altro colpo, ossia il cambio di azionista di maggioranza e la presentazione di un piano industriale del tutto inadeguato che venne bocciato sia dagli Organi Sindacali sia dall'amministrazione comunale. Verso fine 2003 venne presentato un nuovo imprenditore e siglato un accordo che prevedeva il ricollocamento dell'azienda nel territorio comunale o limitrofo e che, solo in seguito all'avvio e a un periodo di produttività della nuova sede, avrebbe permesso il recupero dell'area delle Sieci, area da sempre molto ambita. Così nel 2004 l'azienda diventa Brunelleschi Industrie e iniziano a prendere forma i vari punti dell'accordo, ma l'atteggiamento speculativo dell'azionista di maggioranza mette in allarme lavoratori ed istituzioni, finché nel Maggio 2004 il Gruppo Margheri acquisisce l'azienda e si fa carico di rispettare i punti dell'accordo precedentemente siglato, lo stabilimento di Sieci viene messo in regola e gli impianti vengono riavviati. A questo punto sia noi lavoratori che le istituzioni locali aspettavamo di trasformare i punti dell'accordo in una realtà definitiva con l'identificazione dell'area dove sarebbe dovuto nascere il nuovo stabilimento. La prima scelta fu l'acquisto dell'area della Montecchi e in seguito di un'area a Salceto, luoghi dove ci saremo dovuti trasferire e che poi sono risultati acquisti inutili al fine del ricollocamento della nostra attività. La scelta definitiva nel 2008 fu l'area a Massolina, nel comune di Pelago, sede dell'ex Altaeco, e così sono partiti i lavori di costruzione con un ingente costo al fine di rendere il nuovo stabilimento tecnologico ed attrezzato, stabilimento che non è stato mai completato dato i vari problemi che la proprietà ha iniziato ad attraversare anche dovuti al mancato rifinanziamento da parte delle banche. Da qui l'inizio di un ennesimo periodo di difficoltà per i lavoratori che poi nel novembre 2009 vede la cessazione totale dell'attività produttiva e il collocamento di tutti gli operai in cassa integrazione. Tra i lavoratori, che vedono sempre di più il loro futuro messo in bilico, con la sola ed unica intenzione di salvaguardare il proprio posto di lavoro e la continuità di un marchio storico dell'industria ceramica, si fa largo l'idea di promuovere una cooperativa con il sostegno delle istituzioni, cooperativa che si sarebbe trasferita nel nuovo polo produttivo di Pelago, mentre il terreno delle Sieci, molto appetito ma al momento vincolato dal Comune, diventerebbe sede di una grande lottizzazione. Ma questa ipotesi rimane una via impraticabile. Lo stabilimento deve essere completato e per dirla in parole semplici la cooperativa nascerebbe già morta. Negli scorsi mesi la proprietà ha posto in liquidazione la Brunelleschi, e le possibilità di trovare soluzioni concrete utili alla ripresa dell'attività, hanno evidenziato enormi difficoltà. E' stato così istituito un tavolo di unità di crisi a livello regionale, con l'impegno delle Istituzioni a garantire massima chiarezza sulla nostra vicenda. Questa è l’articolata e complessa storia, che ha visto combattere i lavoratori negli ultimi 10 anni su tutti i fronti per non disperdere questo importante patrimonio produttivo e professionale.
Dopo due anni di cassa integrazione, ancora non c’è nessuna certezza su quello che sarà il futuro di questi lavoratori.
Una cosa è certa che sino alla fine dell’anno è prevista la cassa integrazione in deroga, se poi non ci sono soluzioni l’azienda viene chiusa.
Questo in breve la storia della Brunelleschi di Sieci.
Di questa situazione, della fabbrica e dei lavoratori si è tenuta un’Assemblea pubblica giovedì 7 Aprile presso i locali del Circolo 1 Maggio di Sieci, organizzata dal neo Circolo Culturale di S.E.L. della Valdisieve. Erano presenti i coordinatori provinciali e regionali del partito, Lorenzo Falchi e Maurizio De Santis nonché, in rappresentanza del sindacato, il segretario della categoria FILTCEM, Umberto Saccone e il funzionario che segue la vertenza, Luca Fratini. Il tema della serata è stato il punto raggiunto dall’intricata trattativa che pregiudica il futuro dei 36 lavoratori della Brunelleschi delle Sieci, ormai in Cassa Integrazione dal novembre 2009.
Personalmente ringrazio gli amici di SEL che si sono adoperati nell'organizzare la serata, cercando di analizzare la vicenda in modo chiaro, sia dal punto di vista sindacale sia da quello istituzionale ed economico. Lo spunto è nato dall’iniziativa di un gruppo di lavoratori, che il 5 marzo scorso, presso lo stesso circolo di Sieci, si era riunito per manifestare tutto il loro disagio al segretario nazionale della CGIL, Susanna Camusso, che si trovava a Sieci per ritirare una targa ricordo.
In tale occasione i lavoratori hanno avuto, anche attraverso un colloquio privato con il segretario, la possibilità di evidenziare le critiche condizioni economiche che li esasperano, delineando i contorni di una vicenda che vede banche e proprietà calpestare la loro dignità. Poi, in maniera pubblica davanti alle varie istituzioni presenti, hanno anche auspicato che potesse riprendere una trattativa che deve avere al centro come punto nodale il piano industriale sottoscritto da tutte le parti; un piano che racchiude al suo interno anche il destino dell’area di Sieci dove sorge il vecchio stabilimento e che potrà essere riqualificata solo al momento dell’avvio del nuovo sito produttivo.
(a.m.)