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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2011

                     3/5/2011 - L’immorale e la forbice

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di Giuseppe Masi


C’è chi mi ritiene un populista e, confesso, la cosa mi delude perché ci ho sempre messo la faccia ma considerando il periodo in cui viviamo, del linguaggio che fa il paio con la capacità d’elaborazione mutuati dal berlusconismo di destra, credo sia la giusta conseguenza; l’elaborazione non più forgiata dalle sezioni di partito e non sollecitata dai/nei luoghi di aggregazione, di lavoro. Viviamo il nostro tempo in balia del berlusconismo di destra e di sinistra dove l’omologazione è virtù mentre chi, come me atipico uomo di questa Sinistra (pasolinianamente “compagno di strada“), si fa domande, pretende risposte, analizza atteggiamenti, giudica, addita, è considerato populista, grillino, qualunquista, pasdaran dell’antipolitica; oppure uno “che non è stato sistemato“ (il che mi onora !). Il berlusconismo di centrosinistra usa le stesse frasi ad ogni riflessione e dubbi su azioni di opposizione a Roma e di maggioranza a Pontassieve per eludere ogni discussione ed approfondimento: la morettiana “continuiamo a farci del male“! “così fai un regalo a Berlusconi“! Ed altri luoghi comuni preconfezionati mentre io, di rimando, chiedo perché non si usi altre frasi fatte: “…dai D’Alema”, dì qualcosa di Sinistra, ti prego! “oppure la profetica“ con questi dirigenti qui non vinceremo mai! “(sempre Moretti). E’ il berlusconismo di sinistra la mia ossessione, fatto di politici ed amministratori che non servono la politica ma si servono di essa; è una battaglia di Sinistra, la mia che comincia dal voto (voto solo Sinistra) contro ogni astensionismo e per i miei interventi scritti ed a voce vengo considerato, a ragione, un talebano della legalità e delle regole e contro ogni deroga e giustificazione. Eppure io sono un libertario e libertino, un vero baccante talvolta immorale che tuttavia pretende dalla politica moralità e rettitudine, dov’è lo scandalo? La politica non ci tocca per vocazione divina e nessuna prescrizione medica la impone financo nessuno la richiede con la pistola alla tempia quindi se si ritiene di continuare il proprio percorso di vita analoga alla mia si deve evitare ogni commistione con la politica e l’amministrazione pubblica come faccio io in quanto immorale e libertino; fossi casto e a me chiedessero, ad esempio, di candidarmi per un ruolo politico-amministrativo (sindaco, consigliere, assessore, segretario di partito) chiederei tre giorni per accettare perché prima vorrei sapere dai miei parenti in linea retta (genitori, fratelli/sorelle; moglie e figli) se hanno aspettative professionali per i prossimi cinque anni oppure se nei medesimi hanno idea di acquistare terreni o edificare oppure, cambiare casa e comunque migliorare il proprio stile di vita e visto che ci sono sentirei anche qualche cugino e zio per sapere anche da loro dopodiché accetterei mettendomi in una condizione di non essere più un privato cittadino e di uscire dalla logica clerico-fascista dei “privati vizi e pubbliche virtù “; appenderei fuori dall’ufficio il conto corrente di quando inizia l’attività pubblica per confrontarlo con quello di fine mandato, la lista delle mie proprietà. Un uomo pubblico deve essere totalmente trasparente altrimenti non lo si fa io ad esempio ho fatto sempre l’operaio ed il disc jockey pur interessandomi alla politica; se è vero che “la moglie di Cesare deve essere onesta e lo deve anche sembrare“ non dovrebbero dire di me, ad esempio, che mia moglie o mio fratello lavorano, grazie a me, in aziende dove la mia azione politica può essere influente, i miei uomini e collaboratori non devono avere nessun conflitto d’interessi, ad esempio nessun latifondista può occuparsi dei suoi terreni e di quelli confinanti mentre fa politica o amministra con me. Insomma per me la migliore gratificazione sarebbe sentirmi dire “questo non ci capisce nulla però puoi lasciagli il portafoglio l! “Oppure“ ha le chiavi del Palazzo ma nessuno di casa sua ne ha tratto alcun vantaggio, è una persona onesta “!.
Amministrare e far politica oggi vuol dire, per contro, avere uno stile di vita diverso e comunque migliore di quando si è Amministrati perché è pratica ben remunerata senza obbligo di versare, come avveniva nel Pci, oltre la metà dei proventi al partito (57%), ed è pratica dalla quale nessuno torna al suo lavoro a fine mandato a parte qualche rarissima eccezione, si diventa sempre qualcosa di pubblicamente remunerato, rimborsato, scranni nei CdA, presidenze varie ed uso del potere regresso che talvolta, spacciato per risorsa da non disperdere, dà continuità al medesimo e con più libertà d’azione mentre lo scarto tra Amministrati e Amministratori è sempre più evidente. I Cittadini sono sempre più strozzati dalle loro precarietà molte delle quali create da nostri governi di centrosinistra specialmente nel Lavoro. Ci sarà un motivo se a Pontassieve 5000 persone, un terzo degli aventi diritto non và più a votare? Saranno mica tutti voti di destra? Come mai? Sarà il caso di cominciare a contare uno ad uno questi 5000 astenuti e valutare se sia il caso di occuparsi delle loro istanze? Di farsi carico dei loro problemi? Come si può chiedere sacrifici ulteriori ai Cittadini se non cominciando a dare segnali dal Palazzo? Perché la sensazione che si coglie dalla supponenza e dalla sicumera dei nostri mandarini è che se il popolo ci vota è perché siamo bravi mentre se non ci vota non ha capito; credo davvero che la Sinistra meriti di più. Il maestro Monicelli mercè Alberto Sordi nel Marchese del Grillo sintetizzò tutto nella stupenda “…..perché io so io e voi nun siete un cazzo”!!