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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2011

                     3/5/2011 - 25 APRILE - NOI C’ERAVAMO

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Sono passate veloci e senza ritegno nel tempo le acque dei fiumi Arno e Po sotto i ponti di Firenze e Torino che hanno visto, a distanza di 8 mesi l’una dall’altra, la cacciata degli occupanti nazisti dalle loro terre, la fine della guerra e l’inizio di una libertà mai assaporata prima.
Qui s’era di Agosto, lassù quasi a fine Aprile dell’anno dopo. Per chi di noi era presente a quegli eventi, anche se si era ancora con i pantaloni corti o alla zuava, il ricordo di aver vissuto momenti esaltanti e condivisi e visto i propri genitori o parenti impegnati nella lotta Partigiana, direttamente o in supporto come staffette porta notizie e viveri, ogni anno in questi giorni non può non avere un rapporto unico con le celebrazioni della Liberazione da Vent’anni di oppressione, diritti negati, fame e morte.
E vengono alla mente episodi di corse notturne nelle cantine delle case all’allarme di bombardamenti aerei degli Alleati che, di ritorno da missioni in Francia, sganciavano le bombe residue sulla Valle.
E le giaculatorie di mamme e nonne davanti a un immagine sacra, con un fiore ma senza luce.
E l’apparizione improvvisa davanti ai nostri giochi di ragazzi nella montagna estiva del ’44 di giovani partigiani inseguiti dalle raffiche di mitra dei fascisti e di una sorella che li prende per mano e li accompagna sino a valle, precedendoli ad ogni cantone e nascondendoli in una soffitta a venti metri dalla caserma dei Tedeschi. E la gestione della loro sopravvivenza sino a quel giorno.
E la storia raccontata del papà e dello zio che, assieme ad altri 7/8 uomini, riescono a fuggire all’alba dalla Scuola Elementare del paese, dove erano rinchiusi e pronti a partire per Mathausen (dove molti altri toscani e piemontesi finirono….). E riescono a rimanere per sempre con noi perché lo zio, muratore, aveva costruito la Scuola e il giovane soldato tedesco di guardia…si è voltato dall’altra parte. E poi frequentare QUELLA Scuola sapendo cosa era successo.
E la prima volta che ti hanno fatto vedere che lo zucchero è anche bianco: quello lasciato nella caserma dai tedeschi in fuga precipitosa verso la Francia che, a pochi chilometri era ancora in mano loro.
E poi, dopo la pace, nel giugno del 45 sulle colline sovrastanti a raccogliere con il papà la lavanda e sentirsi tirare di botto da lui per mettersi al riparo di una roccia al rumore di un aeroplano che volava a bassa quota.
Dovremmo, noi che c’eravamo, iniziare a sostituire i Partigiani che ci hanno lasciato e non possono più raccontare ai giovani le storie di quelle lotte e dei fratelli caduti e dei loro sacrifici e della loro dedizione a un ideale e delle stragi dei nazisti istigati da italiani fascisti: loro sì traditori! Un ideale, che dopo 66 anni, una classe politica indegna ha cercato di cancellare in tutti i modi (e in parte vi è già riuscita). E addirittura propone l’abolizione del reato di ricostituzione del Partito Fascista.
Per contro nella nostra zona abbiamo da anni fortunatamente una consolidata partecipazione di giovani alle celebrazioni del 25 APRILE, grazie al sostegno e supporto fondamentale delle Istituzioni e del lavoro degli Insegnanti nelle Scuole del territorio.
Troviamoci e iniziamo a lavorare.
f.r.