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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2011

                     3/5/2011 - QUALE UNITA'

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LA DISUNIONE
NELLA RICORRENZA DELLA UNITA'
di Marino Bianco

La guerra in Libia; i profughi dalla ex nostra colonia definita “primogenita”; l'immigrazione cosiddetta economica (più esattamente: per fame) dalla Tunisia e da altri paesi del Nord Africa; la indisponibilità della Unione Europea a cooperare per gestire l'epocale esodo (con sorprendente insensibilità agli aspetti umanitari e sociali del fenomeno); gli scontri sul piano internazionale, in particolare con la Francia di Sarkozy e con la Germania della Merkel (l'uno e l'altro Stato arroccati su posizioni egoiste e nazionalistiche).
Eventi che hanno acceso una aspra dialettica interna nel nostro Paese tra Governo nazionale, da una parte, e Regioni ed Enti Locali, dall'altra parte, sulle modalità per fronteggiare l'enorme flusso di immigrati (e riaffiorano anche i contrasti tra Nord e Sud); fatti che fomentano ogni giorno polemici distinguo anche trasversali tra le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione.
Uno scenario che stride, e non di poco, con le celebrazioni ancora in corso, e non sempre scevre da retorica, per i 150 anni della nostra unità nazionale.
Il Paese appare, invece, molto disunito (è sufficiente la rappresentazione che ne diffondono gli organi di informazione, di qualsiasi ispirazione culturale e politica), ben lontano, dunque, dalla maturazione di una vera coscienza nazionale, che ci faccia sentire solidali e univoci, se non proprio uniti, di fronte ad una congiuntura storica di particolare gravità, che non ha precedenti nella vita della Repubblica (salva la stagione del terrorismo).
Alla crisi economica, con il drammatico risvolto della disoccupazione giovanile, si è aggiunta la nostra partecipazione alla “coalizione dei volenterosi”, impegnata in una vera e propria guerra contro il dittatore libico (guerra della quale non si avvertono ancora evoluzioni positive, e segnatamente non si intravedono sicuri e tranquillanti sbocchi); si è giustapposto l'imprevisto drammatico impegno di fronteggiare con criteri di doverosa solidarietà la massiccia invasione dal Maghreb sulla frontiera meridionale dell'Europa (chi sa perché, poi, tale frontiera sia soltanto l'Italia e non, ad esempio, anche la Spagna, ma tutti sanno quale sia la risposta); si è associata la necessità del reperimento di ulteriori cospicue risorse finanziarie, e ciò durante gli sforzi di risanamento del bilancio e di riduzione del deficit, con distrazione di tali risorse dagli interventi per il rilancio e per la crescita della economia.
Dinanzi a tutto ciò, e nonostante i continui e accorati appelli o meglio richiami, del tutto inascoltati, del Capo dello Stato, la nostra classe politica e dirigente si scontra senza sosta anche sulle riforme per la Giustizia, sui processi al premier, sul caso Ruby (divenuto ormai stucchevole); si posiziona strumentalmente a favore o contro la condizione attuale della Magistratura e il comportamento dei mass media; indulge alla mera propaganda (il cosiddetto “teatrino della politica”) in vista delle prossime elezioni amministrative in grandi città ed importanti provincie; si rimpalla accuse talora anche infamanti, con toni e comportamenti che dovrebbero essere estranei allo stile dei rappresentanti del popolo.
Ma, intanto, nella gente diminuisce la credibilità nelle istituzioni, e nella opinione pubblica si accresce la disaffezione dalla politica, con la conseguenza inevitabile di maggiori percentuali di astensionismo nelle consultazioni elettorali e referendarie.
Già precedentemente, su queste pagine, avevamo ipotizzato, controcorrente, che elezioni generali anticipate a primavera non vi sarebbero state (e non vi saranno nemmeno in autunno), e che il Presidente della Repubblica, nonostante le sue esternazioni – talvolta, a giudizio di chi scrive, troppo politiche e quindi forse fuori dal ruolo – non sarebbe arrivato allo scioglimento del Parlamento (inaccettabili appaiono gli ultimi episodi alla Camera dei Deputati!).
E, allora, ...”passiamo la nottata” delle prossime elezioni amministrative, e speriamo che, successivamente, tutti i protagonisti della nostra vita sociale e politica facciano in modo che l'unità del Paese si celebri non già soltanto con lo sventolio dei tricolori o con il canto dell'inno di Mameli o con i cori delle opere di Verdi o con i pellegrinaggi nei luoghi del Risorgimento, bensì con la creazione di un reale sentimento di unione degli Italiani, senza concezioni atteggiamenti e separazioni manichee – come purtroppo oggi avviene – ma con la disponibilità ad un confronto serio e costruttivo su tutti i problemi che ci affliggono, pur nella fisiologica ma non preconcetta e pregiudiziale differenza di analisi e di progetti, cioè, con un vero piglio democratico (la democrazia non è soltanto un astratto sistema di governo, ma prima ancora un costume, un modo di essere anche individuale, una cultura), in modo che la politica si sostituisca alla rissa.
Spes ultima dea!
Che non sia impedita e tradita – ahinoi! - dalla sclerosi, dai mancati ricambio e rigenerazione di coloro che – a tutti i livelli – ci rappresentano in maniera così arruffata e con perpetue baruffe tra di loro.
Marino BIANCO