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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2011

                     7/7/2011 - BENEDETTI........TOSCANI!!

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Alle 15,33 (!!!) del 13 giugno il Comune di Pontassieve ha emesso il seguente comunicato:
“Referendum 12 e 13 giugno 2011 A Pontassieve ha votato il 73,39 % degli aventi diritto.
Sono stati 12.034 su 16.405 aventi diritto, i cittadini che si sono recati nelle 23 sezioni elettorali del Comune per esprimere il loro voto sui quattro quesiti del Referendum”.
Mentre Pontassieve ha così la palma dell’affluenza più alta della provincia di Firenze, i dati globali della Toscana confermano la insita predisposizione dei Toscani a essere partecipi alla vita sociale della Comunità locale e Nazionale, quando si tratta di decidere sui fondamenti dei beni comuni e del loro valore etico, sociale e ambientale e quindi delle scelte politiche che incidono e incideranno sulle condizioni delle generazioni attuali e future. E di eliminare storture che da anni compaiono nella gestione della cosa pubblica: nello specifico sulla modalità di compensare i privati che investono nelle Società dell’Acqua con ben il 7% ogni anno sul capitale investito. Per quanto riguarda la nostra zona significano milioni di Euro all’anno che devono essere recuperati dal Bilancio e che quindi sono sottratti agli investimenti o, peggio sono recuperati con l’aumento delle tariffe. Che è proprio quello che è successo negli ultimi 10 anni: dopo la zona di Arezzo (gestita dai francesi di Suez) siamo i secondi come ATO 3 nella classifica dei costi dell’acqua più alti in Italia.
La grande risposta della “società civile” è stato il riconoscimento per la grande fatica, l’intelligenza e la generosità dei Comitati dei cittadini, che si sono impegnati nelle piazze e sulla rete senza l’aiuto di televisioni e partiti. Quei Comitati dei cittadini così tanto vituperati, mai riconosciuti quale rappresentati della Democrazia partecipata e guardati sempre con sospetto, specie dal grande partito che teme sempre di essere scavalcato a sinistra e che viene sistematicamente scavalcato con proposte che vanno diritte al cuore della gente. Quei comitati che, da quando nel 2002 è stato costituito a Firenze il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, hanno lavorato per quasi dieci anni senza alcuna interruzione nella lotta a sostegno della pubblicizzazione dell’acqua, sino a giungere ora al grande risultato del 13 giugno.
E poi le Associazioni, i Sindacati e i volontari che hanno convinto e portato a votare anche oltre il 40% degli elettori della Destra al Governo, che sono andati ai seggi (nonostante gli inviti al boicottaggio di Bossi e Berlusconi) e che hanno votato in massa CONTRO le leggi dei loro Ministri …
E ora, dopo le contraddizioni e i tentennamenti, ecco il tentativo di alcuni di saltare sul carro quando hanno capito che il vento era cambiato e rinnegando ora le posizioni liberiste che anche per la Toscana avevano scelto: un tipo di modello di gestione privatistica dei servizi pubblici a cui la maggioranza degli italiani ha detto perentoriamente di no. L’auspicio è che non vi siano d’ora in poi divisioni fra Comitati e Partiti che li porti ad agire ognuno per suo conto, senza unità di intenti verso una politica che attui lo slogan: “Un Altro Mondo è Possibile”.
Ma c’è tuttavia qualche altro toscano che invece preoccupa…e che, pur dichiarandosi per il nuovo e il “giovanilismo”, ha preso posizione per mantenere quei modelli liberisti che sono diventati improvvisamente vecchi e superati; 96%, cioè 25 milioni di Cittadini con il loro SI mandano a dire che occorre rottamare le logiche del profitto sui beni comuni essenziali e che si possono trovare forme associative diverse per trovare i capitali che servono agli investimenti necessari all’adeguamento della rete idrica, alle fogne, alla depurazione e magari, a tenere anche puliti i tombini di Firenze. E’ stato un segnale chiaro, secco, senza alternativa e questo successo dimostra la forza dei movimenti di base e della democrazia diretta. La democrazia dal basso che, a nostro parere, ha una data di nascita: il 13 febbraio 2011. Quel giorno le DONNE italiane, ancora una volta SENZA l’organizzazione di un partito si sono spontaneamente trovate accomunate in centinaia di migliaia in tutte le piazze delle maggiori città sotto lo slogan “ Se Non Ora Quando ?”, dando il segnale al Paese che il vento poteva cambiare e a dire per primi Basta!
E il vento, negli ultimi 15 giorni, ha preso a rinforzarsi, è entrato nel Palazzo e ha già spalancato due grandi finestre. Un anno fa di questi giorni avevamo parlato qui di “tramonto” in vista e ora sì, è vero, forse non avranno il coraggio civile di dimettersi, ma grande è la bufera in quelle stanze. Fernando Romussi