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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2011

                     7/7/2011 - RICOSTRUIRE L'ITALIA

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il crepuscolo
del Berlusconismo
di Rino Capezzuoli

Il raggiungimento del quorum nel voto referendario del 12-13 giugno è una bella realtà.
Un altro colpo dato a Berlusconi sulla via del tramonto, anche se ancora ci vorrà qualche tempo.
Ma di cosa ha bisogno l’Italia del 2011 e cosa dovrebbe fare un governo normale dopo la caduta di Berlusconi ? Prima di tutto dobbiamo evitare che la caduta di B. sia l’occasione per una ulteriore scivolata economica per il nostro paese.
Ci sono sicuramente forze economiche, poteri speculativi interni ed internazionali, che ci vedrebbero bene come la Grecia, cioè non in grado di far fronte ai nostri conti economici. E’ un pericolo reale che Silvio e tutta la nostra classe politica devono evitarci gestendo con lungimiranza questo trapasso e non lasciando solo a Napolitano l’onere di far fronte a questa situazione.
Quindi l’economia al primo posto ma un’economia che richiede scelte politiche e sociali non partigiane ma nell’interesse generale. Oggi ci dicono che non si può fare la riforma fiscale perché non ci sono soldi per farla dopo essersi sciacquati la bocca per anni che avrebbero abbassato le tasse; ci dicono anche che sarà necessaria una manovra economica da 40miliardi di euro per poter rientrare dal debito statale entro il 2014 come ci chiede l’Europa. Ci sarebbero molte cose da dire su questo ma non c’è tempo dobbiamo guardare al futuro essendo noi sistema Italia in perenne ritardo su questi argomenti. Chiunque vada a governare in futuro dovrà tenere presenti alcuni cardini: chi già paga in modo assurdo non può pagare di più. Chi non paga e non ha pagato fino ad oggi deve pagare. Chi ha di più deve pagare di più. Queste sono forse ovvietà ma, faccio notare, che in Italia queste ovvietà non sono mai divenute realtà. Si può pagare di più se il sistema nel complesso crea sviluppo e lavoro, quindi è necessario gravare sulla finanza, tassare di più le rendite finanziarie. Per creare sviluppo si deve facilitare la vita alle imprese piccole (sono il 90% in Italia) ed anche grandi, liberandole dai costi e dai lacci della burocrazia. Questa è una riforma che farà risparmiare al paese molti soldi a costo zero o quasi, che ci potrà far recuperare parte del debito statale. Altra riforma da affrontare subito con spirito nuovo è quella dei servizi pubblici e delle grandi Utilities come vengono chiamate: infrastrutture, acqua, energia, comunicazioni, ecc.
Anche su queste occorre tornare ad impostare una filiera corta, controllabile, trasparente. Possono essere anche multinazionali ma devono essere strutturate in modo che sia controllabile ciò che fanno sui nostri territori e rispondere a chi le deve controllare sul territorio, assoggettandosi a regole e rispetto delle norme locali e non snaturare il mercato come spesso ora avviene magari a discapito dell’economia locale. Es. conoscete il costo pagato dall’Italia al metro cubo per il gas Algerino o Russo, ed avete mai visto una forza politica italiana fare una battaglia per fare chiarezza su questo, anziché limitarsi a protestare quando varia di qualche centesimo alla pompa come fortunatamente hanno cominciato recentemente a fare le associazioni consumatori?
Altro tema: una seria riforma del nostro sistema creditizio a cominciare con il ridurre gli sportelli bancari e la forbice tra tassi attivi e passivi, riportando anche queste strutture ad operare per far ripartire l’economie locali.
Perché deve essere chiaro a tutti, al di là di chi ci governa (cosa comunque non indifferente, perché non sono tutti eguali…) che occorre ripartire dai territori dal nostro saper fare per mettere le basi di una nuova primavera per la nostra economia.
Al nostro sistema politico chiediamo un atto di umiltà ridurre i costi della politica nella media degli altri stati Europei. Per un nuovo governo saggio dovrebbe essere la prima cosa da fare!
Ma noi non siamo così ottimisti ci basterebbe che non facessero più danni di quelli fatti fino ad oggi!
Rino Capezzuoli