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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2011

                     7/7/2011 - PRIMO MAGGIO 2011

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1861 – 2011 150° anniversario Unità d’Italia
1° Maggio 2011
di Giovanni Ronchi*

“L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Così recita l’art. 1 della Costituzione. Vogliamo che sia davvero così! Vogliamo un Paese che dia lavoro ai cittadini, più lavoro per i giovani, più lavoro e più salario.
Secondo la nostra Costituzione il lavoro è il fondamento della convivenza civile, della libertà e della democrazia.
E’ per questo valore che oggi manifestiamo unitariamente in questo Primo Maggio del 2011, anno in cui si celebrano i 150° dell’Unità d’Italia.
150 anni di storia bella e difficile, 150 anni in cui i lavoratori e i sindacati sono stai protagonisti dello sviluppo industriale, della vita politica e sociale, della ricostruzione, della difesa della democrazia.
Riflettere su questa storia nel giorno in cui in tutto il mondo si celebra la festa dei lavoratori non è retorica.
Non è perdere tempo. E’ fondamentale per non dimenticare i nostri valori comuni, per non scoraggiarci per le difficoltà e le differenze, ma soprattutto è fondamentale per non sbagliare le scelte di oggi, che costruiranno il paese di domani.
Ancora troppe ingiustizie, ancora troppe disuguaglianze ci sono da superare.
Prima fra tutte il dramma della disoccupazione giovanile, ormai il 30% dei giovani fino a 29 anni è senza lavoro.
Si sta negando il futuro a quesi ragazzi.
Si stanno sprecando le migliori risorse del Paese.
Si sta cancellando la speranza nel futuro a coloro che potrebbero costruire un paese diverso e migliore.
Questo avviene essenzialmente per 2 motivi:
1) Per una crescente separazione fra scuola e lavoro.
2) Per un blocco dell’accesso al lavoro a causa della crisi economica.
Una crisi troppo sottovalutata e che vede l’Italia in difficoltà ad agganciare la debole ripresa economica che pur si manifesta in alcuni paesi europei, come la Germania.
Occorre rimettere in moto l’economia del Paese. Occorre rimettere in moto l’economia del nostro Territorio. Bisogna fare tutto il possibile per far ripartire le imprese a cominciare da quelle manifatturiere. Solo lo sviluppo può assicurare il lavoro che manca. Emblematica la vertenza della Brunelleschi, una sfida da vincere tutti insieme.
Occorre poi combattere il lavoro precario e si deve far costare il lavoro flessibile più di quello ordinario. Flessibilità e precarietà non devono essere la stessa cosa.
La precarietà è la fine del lavoro e dei diritti ad esso collegati. La flessibiltà è una legittima esigenza delle aziende che vi devono ricorrere quendo è necessario ma pagandola di più. In questo modo si difende il lavoro stabile. Inoltre serve potenziare l’apprendistato come canale di accesso preferenziale al lavoro e insieme regolare meglio e combattare abusi su stage e tirocini.
Lavoro per i giovani. Un fisco più giusto per i lavoratori e i pensionati.
La riforma del fisco non è più rinviabile. Vogliamo ora:
Meno tasse sul lavoro, più tasse sulla rendita. Non è accettabile che i nostri redditi di lavoratori e pensionati siano tassati quasi al 50% e i guadagni in borsa al 12,50%. Come non è più tollerabile il livello di evasione fiscale raggiunto nel nostro Paese. Circa 200 miliardi di € all’anno sono i soldi che mancano per adeguare le pensioni al costo della vita.
Sono i soldi che mancano per assicurare l’assistenza ai non autosufficienti. Sono i soldi che mancano per il sostegno alla famiglia e alla natalità. Sono i soldi che mancano per fare le infrastrutture di cui abbiamo bisogno. Sono i soldi che mancano per assicurare un servizio sufficiente di Trasporto Pubblico Locale.
Riforma Fiscale, lotta all’evasione, più giustizia sociale e lotta agli sprechi e ai costi della politica.
Nessuna demagogia e molto rispetto per i nostri Amministratori, chiamati a far quadrare i conti dei bilanci comunali dopo i tagli del Governo.
Per questo vogliamo un Federalismo fiscale vero, che non aggiunga le tasse locali a quelle nazionali. (Fra l’altro pagate sempre dai soliti).
Un Federalismo che premi chi amministra correttamente e penalizzi chi è incapace o peggio. Che superi il criterio dei trasferimenti in base alla spesa storia. Meccanismo che premia chi spende di più e non chi spende meglio, di tutto questo troviamo tracce insufficienti nei decreti del Governo. Finchè si è in tempo si provveda a correggere il tiro.
Ma siamo convinti che ci possa essere un Parlamento con meno degli attuali 945 membri e con uno stipendio inferiore. Non è un’attentato alla democrazia!
Siamo convinti che l’Italia non possa permettersi sei livelli istituzionali: Stato, Regioni, Provincie, Comunità Montane, Comuni, Circoscrizioni, che costano molto e che rallentano il processo delle decisioni, con conflitti di competenze e di attribuzioni che vediamo anche nella nostra Regione e nella nostra Provincia.
Occorre fare delle scelte di razionalità che aggiungerebbero spazi di libertà e democrazia anziché toglierli.
Come ci ha ricordato il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: i prossimi anni si presenteranno sfide dure per il Paese. E occorre coesione sociale e politica per affrontarle e vincerle. Stà alla responsabilità di tutti, anche delle Organizzazioni Sindacali prendere in seria considerazione le parole del Presidente, unica vera autorità istituzionale e morale riconosciuta da tutti gli italiani.
Perché sta nelle nostre scelte di oggi la costruzione dell’Italia di domani, che vorremmo più giusta, più libera, più coesa, più attenta al futuro dei nostri figli.
Viva il Primo Maggio, Viva l’Italia Repubblica Democratica fondata sul lavoro.
(*) della Segreteria CISL Firenze