| Abbazia
Benedettina di San Godenzo in Alpe: ricostruita nel 1028 e più volte ristrutturata,
fu consacrata e affidata ai Benedettini nel 1070 dal vescovo Trasmondo. Tale Abbazia è
uno degli esempi più rappresentativi dell'epoca romanica; mostra all'esterno un'ampia
scalinata con facciata in pietra. L'interno è a tre navate, in quella di sinistra
c'è un dipinto raffigurante L'Annunciazione dei primi del XVI sec. ed una statua
di S. Sebastiano del 1506 eseguita da Baccio da Montelupo. Nel coro vi è un
polittico della Madonna e quattro Santi di Bernardo Daddi. Nel
sotterraneo c'è una cripta dove vi è conservata l'urna col corpo mummificato di S.
Gaudenzio. Pieve di S. Babila a S. Bavello:
dopo il terremoto del 1919, fu ricostruita nel 1924 in pietra, a fianco c'è un piccolo
campanile. L'interno è ad una navata e ci sono opere moderne tra le quali un Crocifisso
in legno del Bartoli.
Chiesa di S. Martino a Castagno d'Andrea:
ricostruita nel dopoguerra, vi è conservato un affresco di Gesù Crocifisso con la
Madonna e S. Giovanni del 1958 dipinto da Pietro Annigoni.
Cascate dell'Acquacheta: si trovano tra la
confluenza del torrente Troncalosso e l'Acquacheta. Tali cascate sono molto suggestive in
quanto contornate da un paesaggio naturalistico ancora integro.
Dante nel XVI canto dell'Inferno le descrisse così: Come quel fiume c'ha
proprio cammino prima da Monte Veso inver levante, dalla sinistra costa d'Appennino, che
si chiama Acquacheta suso, avante che si divalli giù nel basso letto, e a Forì di quel
nome è vacante, rimbomba là sovra San Benedetto dell'Alpe per cadere ad una scesa ove
dovrìa per mille essere recetto; |