Emergenza Coronavirus. Necessario un sostegno concreto alle imprese

 Nota di Nilla Tari Presidente Coordinamento Valdisieve e Rachele Turrini Presidente Coordinamento Valdarno

 “Siamo certi che sarà fatto tutto quanto possibile, ma vogliamo fare un appello per rappresentare le nostre difficoltà e le nostre preoccupazioni che segnano e caratterizzano  questi giorni.”

“I titolari di un’attività o partita iva si auspicano a fine mese di avere un reddito con cui vivere e mantenere la propria famiglia; senza dimenticare gli investimenti fatti e le ingenti spese a cui dobbiamo fare fronte.”

“Le attività commerciali hanno sempre e comunque dei costi fissi, come: affitto, costi legate alle utenze (energia elettrica, acqua, gas, telefono ed internet), costi per il servizio di gestione contabilità, costi bancari, imposte e tasse, costi legati al personale, assicurazioni, pagamento dei fornitori, ecc..”.


“In questa situazione di emergenza, alle attività che non vendono beni di prima necessità, è stato ‘chiesto’  il sacrificio di chiudere la propria fonte di sopravvivenza e di sostentamento. L’abbiamo fatto senza promesse certe, in nome del bene comune del nostro paese; confidando nella presenza e supporto dello Stato.”

“Dobbiamo, però, rilevare che quanto fatto ad oggi non è sufficiente per ‘rimetterci in piedi’, ma soprattutto non ci permette di sopravvivere in questo periodo. Non abbiamo entrate e siamo senza stipendio; se non fosse chiaro, la nostra liquidità in questo momento è nulla”.

“Mentre noi stiamo rischiando di non poter avere più le condizioni per ripartire, il commercio online non è stato toccato o modificato. Quello che chiediamo è quindi il rispetto dei nostri sacrifici, dei nostri investimenti, del nostro lavoro e pertanto della nostra vita”.

“Chiediamo una seria riflessione per una rielaborazione delle misure adottate con il Decreto Cura Italia, che non risultano sufficienti a fare fronte all’impatto economico subito dalla nostra categoria. Chiediamo la sospensione di tutti i pagamenti fissi dell’attività, un indennizzo che ci consenta di sopravvivere, una liquidità alla riapertura per poter far fronte ai pagamenti, l’abolizione dei saldi per le prossime stagioni e tavoli di lavoro con lo studio approfondito di strategie per la ripartenza”.

“Se vivono il commercio e il turismo, vivono le città”.