Il 24 ottobre abbiamo risposto positivamente all’invito dell’assessore regionale ai trasporti Ceccarelli partecipando all’illustrazione, insieme agli altri comitati dei pendolari toscani, del nuovo Contratto di Servizio che legherà la Regione Toscana con Trenitalia fino al 2013. non era scontato andassimo, vista la scarsa considerazione che l’assessorato regionale ha della linea ferroviaria del Mugello, ma abbiamo deciso di partecipare con il nostro portavoce Maurizio Izzo, non fosse altro che per ricevere notizie certe su cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi 15 anni. Ebbene, le comunicazioni di Ceccarelli che riguardano la Faentina hanno confermato le nostre preoccupazioni. Tre i punti principali cui porre attenzione:

1) L’assessore ci ha comunicato ufficialmente che la biglietteria alla Stazione di Borgo non riaprirà, perché Trenitalia non la ritiene economicamente sostenibile e non è interessata a nessun altro tipo di altro ragionamento, come l’importanza di un presidio e di un punto informativo lungo un tragitto che va da Firenze a Faenza. Il Contratto attuale  imponeva di tenerla aperta ma Trenitalia ha preferito in questi mesi pagare le penali piuttosto che riaprirla. Il nuovo Contratto, ha ribadito Ceccarelli, non prevederà più neanche tale obbligatorietà, quindi la biglietteria rimane chiusa.

2) La Toscana acquisterà 30 treni diesel tra il 2021 e il 2023. Poi, niente fino al 2030. Sulla Faentina al massimo ne arriverà uno, ma anche fossero due cambierebbe poco, riusciremmo solo a mandare in pensione i vecchi ALN che ancora sono presenti sulla linea. Difficile anche pensare che vengano raddoppiati i Minuetto oggi scempi nelle diverse fasce orarie dove si soffrono sovraffollamenti più consoni a trasporti merci o bestiame che di persone. Fine del sogno propagandato dai sindaci del Mugello anche con articoloni e interviste sui giornali di una Faentina metropolitana di superficie-tramvia dal Mugello a Firenze: per farla occorrono ben più di uno o due treni. D’altronde Ceccarelli ha detto papale papale che possiamo viaggiare con gli attuali treni fino al 2030, perché perfettamente funzionanti. Peccato che i Minuetto già oggi si guastino con una frequenza che preoccupa perfino Trenitalia, ma non evidentemente l’assessore regionale. 3) Sui ritardi, la tesi dell’assessore, che non possiamo condividere, è che, sulla base degli indici di puntualità forniti da Trenitalia, in Toscana ci sono altre linee peggiori della Faentina e quindi i Mugellani non hanno motivo di lamentarsi”.

Il nostro portavoce avrebbe potuto ribadire lo scippo dei 31 milioni di euro destinati all’elettrificazione della linea e invece dirottati verso opere stradali per togliere i passaggi a livello lungo la strada verso Pontassieve, ma non lo ha fatto, perché il Comitato dei pendolari guarda al futuro. Si è limitato a commentare così: “Questo è un Contratto che varrà 15 anni: dire che oggi la situazione è ottimale o la migliore che si può avere significa condannarci ad un lento degrado fino al 2030”. Per aver reso noto quanto era stato comunicato (i sindaci del Mugello che Ceccarelli aveva incontrato il giorno prima si erano ben guardati dal divulgare le stesse notizie ricevute, forse perchè non erano stati capaci di opporsi a quanto stabilito dalla Regione e si vergognavano dei non risultati ottenuti) ed aver riproposto quanto il Comitato denuncia con forza, come la perdita di servizi a terra (biglietteria a Borgo) e la mancanza di investimenti in nuovi treni che porteranno, a fronte di un progressivo e costante aumento dell’utenza e dell’invecchiamento della popolazione, a difficoltà che colpiranno le fasce più deboli della popolazione mugellana (difficile immaginare i nostri anziani spippolare su internet per stampare o visualizzare sul tablet un biglietto elettronico) e a un progressivo declino, se non al collasso, della nostra Ferrovia, si è trovato ad essere bersaglio di uno sguaiato attacco dell’assessore regionale che lo ha accusato, condendo il ragionamento con discorsi più da bar che da rappresentante delle istituzioni, di avere una “visione inutilmente catastrofista”. Il nostro portavoce, il nostro comitato direttivo, noi pendolari tutti, pensiamo di avere invece una concreta visione delle problematiche, perché le viviamo e le vediamo direttamente tutti i giorni, senza che qualcuno ce le racconti, minimizzandole o aumentandole a secondo dei tornaconti del momento, mistificando spesso la realtà. Noi abbiamo i piedi sulla terra e non abbiamo prosopopee da padreterni, diversamente da chi, come l’assessore Ceccarelli, parlando di Faentina in un’intervista radiofonica di pochi giorni, afferma di “stare lavorando per avvicinarsi alla perfezione”.

Il  Direttivo del Comitato Pendolari della Faentina
Melanie Blumoer; Maurizio Izzo, Emanuele Marcora, Rossella Sargenti, Cristina Tarchiani