Si è conclusa ieri sera, domenica 8 settembre, la tradizionale festa del Palio del Diotto a Scarperia.

La finale dei giochi di gagliardia si è svolta nella Piazza dei Vicari con grande partecipazione di pubblico che ha tifato con entusiasmo e passione per i rioni in campo: i Bianchi di S. Croce e Fagna e i Rossi di Castel San Barnaba, i Neri di Ponzalla e i Gialli di Rosine. Con lo spareggio nel gioco dei coltelli tra i Bianchi e i Neri si è aggiudicato il Palio 2019 il rione dei Bianchi. Nella classifica generale sono risultati secondi i Neri di Ponzalla, terzi i Rossi di Castel San Barbana e quarti i Gialli di Rosine che hanno vinto il premio per la miglior coreografia della tifoseria.

E a commentare la serata anche quest’anno lo speaker storico della manifestazione Prof. Corrado Marsan, da tutti conosciuto come la voce ufficiale del Diotto, che da quarantanni guida la piazza nello svolgimento dei giochi ed è da dieci anni cittadino onorario di Scarperia. Ad arricchire la serata l’esibizione dei bandierai e musici di Castel San Barnaba, che hanno anche festeggiato il loro ventesimo compleanno dalla costituzione del gruppo. Insieme ai figuranti del corteo storico di Scarperia hanno partecipato anche, con una delegazione di circa 80 persone, i figuranti del corteo del calcio storico fiorentino e i bandierai degli Uffizi.

E’ stata una lunga giornata di festa, iniziata la mattina con la presentazione del drappo del Diotto 2019 e l’inaugurazione dei camminamenti di ronda del Palazzo dei Vicari con la presenza del Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani e conclusasi in tarda serata con la consegna dell’ambito Palio al rione vincitore. La grande presenza di pubblico, sia alle fasi eliminatorie dei giochi che al Diottino, alla Giornata Rinascimentale e alla serata conclusiva del Diotto testimonia l’attaccamento della popolazione alla tradizione della fondazione storica di Scarperia. A tutti coloro che hanno lavorato per la migliore riuscita degli evento va il sentito ringraziamento dell’Amministrazione Comunale.