Rifiuti: Toscana promuove modello di economia circolare, sì a nuova legge
Saranno istituiti tavoli tecnici tematici per individuare il fabbisogno impiantistico. Previsto anche un fondo regionale in cui far confluire l’addizionale che viene pagata in aggiunta all’ecotassa. Una quota fino al 20 per cento del gettito sarà destinata all’attuazione degli interventi finalizzati alla transizione verso un modello rigenerativo

Un nuovo modello di economia circolare specificatamente dedicato al settore dei rifiuti, partendo dall’istituzione di tavoli tematici per i settori di riferimento che serviranno ad individuare il fabbisogno impiantistico. È questo l’obiettivo della legge regionale approvata dal Consiglio toscana, illustrata dal presidente della commissione Ambiente, presieduta da Stefano Baccelli (Pd).
Il testo, “largamente apprezzato” in sede di consultazioni, ha detto Baccelli, risulta “in linea con la normativa nazionale e europea che dettano, come priorità principale, il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali con prevalente valorizzazione energetica dei rifiuti. Con questa legge ci avviamo alla transizione verso un modello di sviluppo circolare nel settore dei rifiuti”.
Sostegno all’impianto normativo annuncia in Aula Giacomo Giannarelli (M5S): “Accoglie molti dei nostri emendamenti e in qualche modo ricalca la corposa proposta a suo tempo presentata”. Giannarelli ricorda come l’utilità dei tavoli tematici fosse emersa anche in sede di commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti in Toscana. “Riconosciamo che si tratta di un piccolo contributo, ma chiaramente non è il Piano regionale dei rifiuti, già scaduto e che dovrà essere affrontato dalla prossima legislatura”, conclude.
L’impianto complessivo della proposta di legge è condivisibile anche per il capogruppo di Sì-Toscana a sinistra Tommaso Fattori, che pure parla di “norma bandiera sull’economia. Se si intende lanciare il modello della circolarità, occorre farlo senza ambiguità”. Secondo Fattori, infatti, all’interno della legge si ritrovano “cavalli di troia pericolosi. L’uso della parola recupero alludendo a quello termico risponde ad un modello lineare”, spiega il capogruppo annunciando emendamenti – poi respinti dall’Aula – per sbarrare la strada a impianti e stabilimenti come quello della KME di Barga. Sulle modifiche proposte da Fattori, il presidente Baccelli spiega che cassare il concetto di recupero in generale, “sospettando che si intenda gassificare o bruciare, significa attribuire al legislatore intenzioni che non corrispondono al vero”.
Il testo di legge convince anche la vicepresidente del Consiglio Lucia De Robertis (Pd) in particolare per la previsione di istituzione di tavoli ancora non previsti come quello in campo orafo, un “settore che in questo momento ha bisogno di trovare supporto” spiega.
Dal presidente della commissione Sviluppo economico Gianni Anselmi (Pd) arriva un’analisi del testo più in chiave economica: “La competitività del nostro sistema produttivo è cruciale e determinante e non a caso c’è una forte spinta alla chiusura dei cicli e alla distrettualizzazione. Nell’attesa di una legge di sistema che richiederà un percorso più strutturale – continua – mettiamo a disposizione della Toscana un modello serio”.
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La legge in sintesi

Il testo segue la legge regionale 48/2018 e attua i i principi comunitari di economia circolare assumendo come strategia la creazione di sinergie tra i vari settori d’intervento. Dagli esiti dei tavoli tecnici tematici, si prevede la redazione di un documento d’azione con le iniziative tecnologiche promosse dalle imprese dei settori o categorie presenti ai tavoli e le possibili soluzioni impiantistiche necessarie all’ottimizzazione della gestione dei rifiuti generati in Toscana, nel rispetto del principio di prossimità e della pianificazione vigente.
La proposta prevede che il rilascio delle autorizzazioni regionali relative agli impianti che trattano rifiuti speciali oppure relative ad impianti che trattano congiuntamente rifiuti urbani e speciali dovrebbe soddisfare il fabbisogno impiantistico segnalato ai tavoli e riportato nel documento d’azione, sebbene le attività di gestione di rifiuti speciali siano sul libero mercato.
Sarà inoltre istituito un apposito fondo regionale in cui affluisce l’addizionale che viene pagata in aggiunta

Fonte: Met - http://met.cittametropolitana.fi.it/